martedì, 03 marzo 2009
Di come la vita cambi

Carissimi

a volte succede che si senta il bisogno di cambiamenti. nel mio caso questo desiderio si è espresso con l'esigenza di emigrare. E-migrare, cioè spostarsi virtualmente altrove. Carino, no?!

Il mio nick è più o meno lo stesso, ma la mia casa è cambiata. Ora mi troverete qui.


Inoltre merchesadixit@hotmail non esiste più, né come contatto Messenger né come indirizzo mail. Se sentite ancora il bisogno di comunicare con me potete farlo al seguente indirizzo : merchesa[at]live.it. Vale sia per la chat che per le mail.

Ci sono sempre e ancora per chi desidera continuare il percorso con me, ma non sarò io a contattarVi. Lascio liberi Voi di decidere se continuare il cammino con me o salutarmi definitivamente. I cambiamenti servono anche a questo. Soprattutto a questo, a tagliare col passato, bello o brutto che sia.
 
A coloro che decideranno di continuare a frequentarmi ritornerà presto il mio Ben-venuto/a.
 
A coloro che avranno scelto di chiudere qui la nostra conoscenza non mi rimane che augurare Buona Vita.

 
 
A tutti, indistintamente, un abbraccio
 
Vostra Merchesa











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categoria:del virtuale, della vita di merchesa
mercoledì, 31 dicembre 2008

Di premi e auguri

Carissimi

che bello ritrovarsi ancora qui a salutarsi ancora una volta per la chiusura dell'anno. Il 2008 se ne va gioiosamente. Non so per Voi ma per me è stato uno degli anni più importanti della mia vita, ricco di accadimenti, di incontri fondamentali, di svolte decisive. E cominciato con un disastro, un incidente grave in cui ho demolito la mia auto e da cui sono uscita completamente illesa. Finisce con un altro disastro simile, con una persona che mi è carissima in terapia intensiva per uno scontro con un TIR. Ma è viva e fuori pericolo di vita. E io ringrazio l'Universo per questo dono.

Nell'Universo ci ho infilato tutto, ma ci sono persone che vorrei ringraziare di cuore. In primo luogo quelle che mi sono state vicine nei momenti difficili. Quelle che hanno pianto con me. Quelle che hanno riso con me. Quelle che mi hanno sgridata. Quelle che mi hanno spronata. Quelle che mi hanno incoraggiata. Quelle che mi hanno insegnato. Quelle che hanno imparato. Quelle che hanno chiesto e chiedono. Quelle che non chiedono nulla. Quelle che danno senza chiedere. Quelle che mi pretendono e quelle che mi rispettano. Quelle che hanno taciuto. Quelle che hanno parlato. Quelle che sono arrivate e quelle che sono scomparse.

A tutte loro va il mio sentito e cordiale GRAZIE.

Ma permettetemi di lasciare un particolare ringraziamento a coloro che durante questo 2008 hanno deciso in qualche modo che il mio blog valesse la pena di essere premiato.

La prima pazza è stata Unachicca che mi ha fatto dono di questo:

Poi è stata la volta di Emmart, che mi ha premiata così:

Quindi Blacklace, e il suo:

E per finire il mio adorato Swami, ovvero Pioggiainfaccia con questo:

Sembra proprio che me li sia meritati questi premi, potete negarlo? Non direi proprio.

Un bel modo per chiudere un anno di scrittura. Un bel modo per chiudere un blog.

Con l'auguro che nel 2009 lavoriate su Voi stessi per imparare a concederVi di essere felici:

Vostra per sempre,

Merchesa

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categoria:dellamicizia, del virtuale, della vita di merchesa, dei premi
lunedì, 29 dicembre 2008
Dei dubbi di Merchesa

Carissimi

ricorderete certo tutti il primo video in cui ho mostrato la mia beltade. Venne postato qui circa tre mesi or sono.  Poi decisi di infilarlo anche su Youtube, per la gioia di tutti gli internauti che non  conoscono Bookswebtv (molto pochi in verità) e che così potevano godere della mia vista. Ed ecco che il primo commento è proprio del protagonista nonché ispiratore del video.

Quello che mi ha lasciata perplessa è la qualità del commento (oltre alle "e" congiunzione dopo il punto e virgola, ma quella è un'altra storia).  Infatti tale contributo ha l'aria di essere seccato, piccato, infastidito. Inspiegabilmente. Infatti ritengo che il caro Giulio dovrebbe quantomeno invitarmi al Pedrocchi per offrirmi uno spritz all'Aperol visto il servizio che gli ho reso. Si sa, in rete Merchesa è decisamente molto più conosciuta di lui...

Ma poi vengo a scoprire che l'amato Giulio mi ha infilata qui, dandomi la visibilità e il lustro che mi merito. Ne deduco quindi che si sia sentito lusingato. E a ragione! Chi non lo sarebbe dopo essere stato il  protagonista assoluto di un mio video?

Alla luce di quanto sopra esposto il sondaggione di fine anno è quindi il seguente:
E' meglio uno spritz con l'Aperol o consigliate altro?
Aspetto trepidante e ansiosa le Vostre dotte illuminazioni.
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categoria:video, del virtuale, della vita di merchesa, dei rebus
mercoledì, 24 dicembre 2008
Degli auguri di Merchesa

"Ormai il Natale è vicino. Alberto ed io camminiamo spalla contro spalla nella lunga schiera grigia, curvi in avanti per resistere meglio al vento. E' notte e nevica; non è facile mantenersi in piedi, ancora più difficile mantenere il passo e l'allineamento: ogni tanto qualcuno davanti a noi incespica e rotola nel fango nero."

Primo Levi, Se questo è un uomo


Carissimi

mi sono chiesta leggendo questo brano se sia più facile stare vicini stretti stretti in un campo di concentramento o in un centro commerciale. Che differenza c'è in fondo tra i due? Nei centri commerciali si sta molto concentrati, sia fisicamente che con la testa, tutti presi dagli acquisti da fare o dai portafogli da proteggere. Nei campi di concentramento, invece, si lavora e si produce; comunque in vista della commercializzazione. La sigla di entrambi è CC. Entrambi mi mettono angoscia.


"Cara Kitty, qui all'Alloggio segreto la notizia che ognuno per il Natale avrà 125 grammi di burro in più è stata accolta con gioia. Sul giornale c'è scritto addirittura un quarto di chilo, ma riguarda solo i fortunati mortali che ricevono le tessere dallo stato e non gli ebrei..."

Anne Frank, Diario


Tutti trascorrono il Natale, tutti. Ma non tutti nello stesso modo. Molti lo trascorrono in solitudine, o in ospedale, o nei disagi fisici, economici e morali.

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade.
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.
lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata.

Giuseppe Ungaretti, Natale

Molti sono i bambini che nascono al mondo il giorno di Natale, non tutti fortunati né tantomeno re.

Nel gelo del disamore...
senza asinello né bue...
Quanti, con le stesse sue
fragili membra, quanti
suoi simili, in tremore,
nascono ogni giorno in questa
Terra guasta!...

Giorgio Caproni, Dinanzi al Bambino Gesù pensando ai troppi innocenti che nascono, derelitti, nel mondo

Eppure io la "sento" ancora questa accidenti di festa. E sento che i miracoli possono ancora accadere. Accadono se uno ci crede, se ci si vuole credere. Ecco, io ci voglio credere ancora e non perché credere non mi costa nulla (Pascal) ma perchè non credere all'Amore può solo peggiorarci come individui.

[...] Eppure io sento
che se qualcuno mi dicesse alla Viglilia di Natale,
"Vieni a vedere i buoi inginocchiati
 
nella solitaria fattoria presso quella
lontana vallata che conoscevamo da bambini"
io lo seguirei nel buio
sperando che sia proprio così.
 
Thomas Hardy, Buoi

 
A tutti coloro che passano di qui un caloroso saluto merchesiano di BUON NATALE.

Vi abbraccio

Vostra Merchesa


mercoledì, 03 dicembre 2008
Delle evoluzioni di Merchesa bis

Carissimi

è che ci ho preso gusto. Mi sono data un corpo, un trucco, una gestualità, una voce come Merchesa. E non mi sono fermata lì. Ho dato corpo, voce e gesti anche alla psicanalista on line dell'amato Zop. E mi sono davvero divertita. Qui, per ammirarmi in tutto il mio splendore.


CITAZIONI EC-CITANTI

Quando si ha fiducia di poter fare una certa cosa, si acquisterà sicuramente la capacità di farla, anche se, all'inizio, magari non si è in grado.


Mahatma Gandhi

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categoria:video, del virtuale, della vita di merchesa, del teatro, citazioni ec-citanti
martedì, 02 dicembre 2008
Della evoluzione di Merchesa

Carissimi

nella vita può succedere che le persone decidano un giorno di fare delle verifiche su ciò che producono. E' quello che è successo a me. Dopo anni e anni in cui Vi ho deliziato con i miei scritti mi è nata una curiosità. Mi sono chiesta che effetto avrebbero fatto le mie "cose" raccontare, recitate, comunicate col corpo. Ecco allora che sono entrata nei miei veri panni, nel mio trucco, nei miei gesti, nella mia voce e mi sono sistemata per bene davanti a una telecamera in modo da raccontarVimi.

Troverete qui il risultato di tutti i miei esperimenti. Esperimenti del tubo meritano di essere messi sul Tubo. E Voi sapete quanto io ci tenga alla coerenza...

Vi avviserò ogni volta che aggiungerò un esperimento nuovo, tranquilli. Per ora mi sento di darVi un assaggio qui nel blog.
Il testo è del lontano 23 maggio 2008 e recitava così.

La Vostra Merchesa lo recita così:



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categoria:video, aforisma merchesiano, della vita di merchesa
martedì, 25 novembre 2008

Della violenza sulle donne

Carissimi

oggi, 25 novembre, è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Lo sapevate? Forse i più informati sì, ma temo che - invece - la maggior parte di Voi non ne sia a conoscenza. E non è nemmeno colpa Vostra.
Sabato scorso c'è stata una manifestazione a Roma. Hanno sfilato in migliaia per le strade della capitaleNel mondo, una donna su tre subisce maltrattamenti nell'ambiente familiare. '' Una ogni tre donne nel mondo sarà violentata, aggredita, forzata ad avere relazioni sessuali o sarà maltrattata altrimenti durante la sua vita '', così Noeleen Heyzer direttrice esecutiva di UNIFEM ( Fondo delle Nazioni Unite per la Donna).
Secondo l'ISTAT, in Italia più di 6 milioni e mezzo di donne ha subito una volta nella vita una forma di violenza fisica o sessuale. Da noi la violenza è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni. Più del cancro. Più degli incidenti stradali. Ogni giorno sette donne sono prese a botte, oppure sono oggetto di ingiurie o subiscono abusi. Il 62 per cento delle donne è maltrattata dal partner o da persona conosciuta. E i casi più gravi di violenza si riscontrano nell'ambiente familiare, da parte di chi si ama o si è amato.

Qualche giorno fa:

- Hai sentito di Xxxxxx? - mi dice Daniela, la mia edicolante.

- No, che ha fatto? - rispondo.

- Si è separata. E pensare che due mesi fa è stata qui e si faceva meraviglia di Yyyyyy che si era appena separata pure lei.

- Anche Yyyyyyy si è separata? - chiedo stupita.

- Ceeeeeeeeerto. Po' à lé, la Vergine de Caravaggio! (1) - conferma Daniela con il suo vizio di strascicare le vocali alla bresciana - Vòt véder che le s'è tacàde sò? (2)

- Bisognerebbe conoscere le circostanze. Giudicare non è mai bello quando non si sa come stanno esattamente le cose - rispondo ostentando una saggezza che sono ben lontana dall'avere.

- Cose ghè chì de conòser. La gà maiàt fòra tòt al so òm e pò dopo l'è 'ndàda. (3)

- Chi l'è che s'è separàt turna? (4) - chiede una signora anziana che ha sentito il nostro parlare.

Daniela la ragguaglia. E sono spiegazioni complicate che comprendono i genitori di entrambi i separandi, i fratelli, i nonni - che la signora anziana conosceva - tanto che risultano persino parenti. Oh, ma alla lontana neh...

- Il problema è uno solo. Ha ragione il nostro Santo Padre. La gente si separa perché non ha più il valore della famiglia! - sostiene agguerrita la signora anziana. Il mio pensiero va inesorabilmente alla Carfagna. Anche lei ha sostenuto di avere la famiglia tra i suoi valori. La sua o quella di SB? Mah...

- Non tutte le famiglie sono uguali, signora - mi permetto di contraddirla - ce ne sono alcune che proprio stanno bene sciolte. E poi il papa parla tanto ma lui una mica se l'è fatta.

- Signora, il papa non può perché lui ha fatto il voto di castità (5), però ha ragione. Guardi, io quando ero giovane vivevo in una corte dove c'erano tante famiglie. C'erano alcune che poverine.... le jà ciapàa la matìna prima che l'òm al partìes e le jà ciapàa la sera quan chèl turnàa andrè (6). Che pena che mi facevano poverine.

- E mi dica signora, possono essere considerate famiglie quelle? O sono piuttosto luoghi di dolore? Sono davvero indissolubili quei legami? In nome di che cosa? Di un Dio a cui il papa ha la presunzione di dare voce? Ma Dio non è vero Amore? E cosa c'entrano le botte con l'amore?

Silenzio.

Ho riflettuto in questi giorni su quello scambio di idee avuto dalla mia edicolante. Ho ripensato a quelle donne, a tutte le donne del passato. A quelle rinchiuse in casa, a quelle costrette a lavorare col pancione e a partorire nei campi, mia suocera me ne parlava spesso.  A quelle costrette a fare figli a catena, che non potevano rifiutarsi perché era un dovere coniugale sacro. A quelle battute perché la minestra era troppo salata o troppo insipida. A quelle a cui veniva solo chiesto e non dato. Ho pensato a loro e alla loro vita. Ho immaginato le loro lacrime, sparse sui campi di lavoro e nelle cucine.
E allora ho concluso che una delle basi fondamentali della cucina mondiale, il soffritto, non sia nato solo dalla scoperta della bontà dell'ortaggio- cipolla, ma che sia stato anche un bell'alibi. Il soffritto come escamotage per quelle donne che con la scusa di tagliare cipolle lasciavano andare liberamente le loro lacrime e le giustificavano. E allora ho pensato di dedicare loro un aforisma, perché anche ridendo con loro - non di loro - a distanza di anni mi sento di allungare un fazzoletto virtuale per asciugarne un po'.



184 AFORISMA MERCHESIANO

Il soffritto è una invenzione strategica. Spacciato come base culinaria indispensabile  era invece un' astuzia per giustificare le lacrime femminili.



(1) Anche lei, la Vergine di Caravaggio, intesa come
la Madonna di una "ridente" cittadina in provincia di Bergamo verso cui molti bresciani fanno pellegrinaggi in richiesta di protezione e grazie. Va da sé che Daniela dà della vergine a Yyyyyyy in tono dispregiativo, intendendo invece il contrario.

(2) Vuoi vedere che trattasi di epidemia?

(3) Cosa c'è da sapere. Ha approfittato della florida condizione economica del marito e poi se n'è ita.

(4) Chi è che si è separato, di nuovo?

(5) Il papa e i sacerdoti diocesani non sono tenuti al voto di castità che invece è previsto per altri ordini.

(6) Le prendevano (botte) la mattina prima che il marito partisse per il lavoro e le prendevano di nuovo la sera quando tornava.

mercoledì, 29 ottobre 2008
Delle chat di Merchesa

 - Ciao, ho visto la tua foto. Sei una bella donna.

 - Grazie.

 - Possiamo conoscerci? Io sono XXXX, scrivo da XXXX ho 45 anni, un figlio di 20. Tu? Sposata?

 - Sì.

 - Figli?

 - Due femmine.

 - Età?


 - 15 e 12.

 - E tu?

 - 42.

 - Sei di Brescia ho letto. Che lavoro fai?

 - Vuoi anche il numero del Conto Corrente, la Banca, l'IBI, il numero di telefono di mia madre, la mia cartella clinica completa di anamnesi familiare, il numero della tessera della biblioteca, l'indirizzo della mia parrucchiera, la data delle mie ultime mestruazioni?

 - Ahahahahaha, sei simpaticissima.

 - Grazie.

 - Me l'avevano detto che sei esigente nelle conversazioni in chat. Accidenti, lo sei sul serio.

 - ?

 - Senti, ti va di vedermi in cam?

 - Se ti hanno detto che sono esigente ti avranno anche riferito che non apro mai la cam agli sconosciuti.

 - Ma io non lo sono. Cioè, ti leggo da un po'.


 - Ah beh allora...

 - Sei davvero una bella donna e mi chiedevo se magari... eh?


 - Ehhhhhhhhhh?

 - Dai che hai capito.

 - Affatto. Che intendi dire?

 - Mi chiedevo se non ti interessasse giocare con me. Dai, apri la cam.


 - (Un altro. Mi mancava nella media settimanale) No grazie, non ho questo hobby e non mi interessa. Quindi adesso ti cancello dai contatti. Addio.

 - Noooooooooo dai... non ti sarai mica offesa... Non faccio nulla di male.


 - Non sono tua moglie e non giudico nessuno. Dico solo che non ho il tuo hobby. Tutto qui. Se vuoi giocare in cam fallo con qualcun' altra.

 - Nooooooo dai.... Ti prego. Non lo faccio più giuro. Scusa, non sapevo che non ti piaceva. Cos'è che ti piace invece?

 - I congiuntivi.

 - Come?

 - Lascia stare. Salutami tua moglie e tuo figlio. Adieu.

 - Nooooooooooo... ti prego. Dai conosciamoci. Ti giuro che sono un buon padre di famiglia e un buon marito. Sono una brava persona. Credimi.

 - Non lo metto in dubbio. Rimane il fatto che non condividiamo le stesse passioni.

 - Ma quali passioni. Te l'ho detto, sono una brava persona, fidati. Guarda, ti mando un regalo.

 - (arriva il solito file con la foto di un mazzo di fiori) Carino, grazie. Ma non mi fa cambiare idea.

 - Beh allora ti mando la mia foto, così magari cambi idea.

 - (arriva un file con la foto di un truzzo pelato e abbondantemente sovrappeso con una serie di catene dorate al collo) Sei decisamente carino (GULP!) ma non cambierò idea. Sorry.

 - Nooooooooo aspetta. Sei così una bella donna che è davvero un peccato...

 - Ma tu pensa!


 - Sono una brava persona ti dico. Credimi. Guarda, per dimostrartelo ti mando questo.


 - (E arriva questo inaspettato file. Lo apro e... NON CI POSSO CREDERE!)

IL GRANDE
 - Hai visto? Te l'avevo detto che sono una brava persona.
 
 - Ti giuro che ho conosciuto molta gente nella mia vita, sia in quella reale che in quella virtuale. Mai, mai mi era capitato di toccare questi livelli. Mai avrei pensato che una persona potesse arrivare a tanto. Sono senza parole. Davvero senza parole. E credimi, detto da me è un gigantesco complimento. Non è da tutti lasciarmici.

 - Ahahahahaha, sono proprio contento. (pausa) Allora? Ti fai vedere adesso in cam?
postato da: merchesadixit alle ore 17:39 | Permalink | commenti (34)
categoria:del virtuale, della vita di merchesa
martedì, 28 ottobre 2008
Delle scoperte di Merchesa

Carissimi

in tutta onestà temevo molto peggio...


44%How Addicted to Blogging Are You?

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postato da: merchesadixit alle ore 20:55 | Permalink | commenti
categoria:del virtuale, della vita di merchesa
sabato, 25 ottobre 2008
Dei fiori di Merchesa

Carissimi

oggi ho voglia di regalarmi un fiore che mi somigli.


I am an
Iris

What Flower
Are You?

postato da: merchesadixit alle ore 18:03 | Permalink | commenti (6)
categoria:della vita di merchesa