Delle letterine di Natale di Merchesa
Carissimo Gesù Bambino
ho letto molte lettere in rete indirizzate al tuo comprimario Babbo Natale e invece a te pochissime. Mi chiedo come mai. Il vecchiazzo puzza oltremodo di pedofilia, ma dev’essere proprio per questo che è cosi trendy. In fondo parliamo di Chiesa Cattolica, no?! Caro Piccino, non dà fiducia un bambinello, ammettiamolo. Se uno deve sparare un desiderio alto cerca di puntare su qualcuno di più affidabile. Gli anziani, in questo caso il Babbo, danno molta più attendibilità di un bambinello. Che sia per questo che continuiamo a sentirci “bamboccioni”? Attaccati alle gonne materne e ai calzoni paterni? Madre Chiesa e Papà Natale? Chissà… sarebbe interessante l’opinione di qualche sociologo in merito.
Io, invece, ho scelto di rivolgermi a te. Ho sempre provato tenerezza per i bambini e non solo da quando sono madre. Ho scelto te perché negli ultimi mesi non faccio che sognare di essere incinta. Non desidero un figlio, l’età non mi consente più di figliare, lo sai, e inoltre ho già dato. Credo invece che il motivo della mia visione onirica sia un altro. Sogno continuamente di essere incinta di me come donna. So che è così e voglio che sia così. Sento che ho di fronte una nuova vita, una nuova me stessa. Sono incinta di me e questo può solo significare che sarò una donna nuova. E quello che sarò lo dovrò a me sola.
Quello trascorso è stato un anno importante. Ho perso alcune persone ma altre sono arrivate. Ho avuto un lutto, ma due donne a me vicine e care aspettano un bimbo. C’è alternanza tra la vita e la morte. Nel bene e nel male sto imparando ad accogliere tutto questo. Forse sto solo imparando a vivere senza troppi schemi precostituiti da altri. Mi lascio andare alla vita. Non è poco quello che ho imparato Gesù mio. Non trovi? Ho imparato anche a godere di me, della mia compagnia. Se sto così simpatica a molte persone possibile che non mi trovi io simpatica per prima? Così come racconto cazzate agli altri per farli stare meglio lo posso fare con me per prima. So farmi stare bene, so prendermi cura di me. Non solo. Il 2007 è stato molto importante perché ho imparato cos’è la dignità. Ho imparato a difendere la mia dignità. E’ importante essere dignitose prima di qualsiasi altra cosa. La dignità è l’espressione dell’amore di sé, contrariamente all’orgoglio che è il risultato del proprio narcisismo. Quanto l’una è positiva e di apertura verso gli altri tanto l’altro è di chiusura. Forse sono solo diventata adulta. Che ne dici? A 95 anni forse era anche ora!
Il mio primo sentimento per te, quindi, è di ringraziamento per il 2007 trascorso. E’ stato ricco e intenso, passionale e razionale allo stesso tempo, così come sono io. E’ stato un anno che mi è assomigliato molto. Non ti chiedo un 2008 migliore, se fosse come il 2007 sarebbe già tanto. Sono dell’idea che quando si scopra di essere fortunati l’importante sia ringraziare te o la buona sorte o chi per lei. Le inutili scaramanzie non mi appartengono e mi annoiano anche un po’.
Ti chiederò, invece, qualcosa per gli altri.
Caro Gesù, vorrei se possibile che ci fosse meno gente che prende sul serio il web. Alcune persone, ahimé, credono che la second life sia più vera del vero. Mi spiace di dover scomodare Hegel ma se "Ciò che è razionale è reale, ciò che è reale è razionale" non è detto che dal momento che il virtuale è razionale sia anche reale. O quantomeno più reale della vita di tutti i giorni. Gesù mio qui è una tragedia. C’è gente che crede che ciò che vive in rete sia più concreto del mangiare, dormire, pisciare, ridere, fare all’amore. C’è chi è convinto che questo sia il posto delle relazioni più vere perché sono le anime che entrano in contatto, comunicando. E se sono le anime le vere protagoniste tutto il resto non conta. Io invece, da quella vecchia pragmatica che sono, resto dell’idea che le persone siano una diade di anima e corpo e che l’una non possa prescindere dall’altro. “Sappi che un tempo verrà che dall’Anima lungi tu andrai, e oltre il velame segreto del Nulla per sempre tu andrai” dice in una delle sue Quartine Omar Khayyam, poeta e matematico vissuto tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo. Omar ricorda che ci si separa dall’anima e non dal corpo non a caso. Per lui un’anima puramente astratta e spirituale, priva di ogni gioia corporea, sa di vacuità e di illusione. La vera persona, per Kayyham, è il Corpo-Anima. Ecco, anche io sono convinta di questo, che non si possa prescindere dal corpo e che soprattutto il corpo mentisca meno dell’anima. E tu sai se in rete si mente… ah se si mente... Se ti danno della puttana e della cattiva madre non vale la pena di dannarsi tanto. Basta leggersi dentro. Se la tua coscienza ti dà il via libera allora sei tranquilla. Ma lo puoi essere solo se il senso della tua dignità è alto. E allora vedi che tutto torna e il cerchio si chiude, Bambinello mio?
Un’altra richiesta, se mi è lecita, sempre in tema di virtuale. Vorrei, se possibile, conoscere meno lupi. “Ciao, come ti chiami?... Ecc…ecc….” fino a che arriva la fatidica dichiarazione: “Io mi sento un lupo”. Ma possibile che non esistano altri animali in rete? Altre similitudini? Altri “sentire”? Tutti lupi? Io vorrei capire, Bambinello mio, come mai tutte queste resistenze nei confronti degli ornitorinchi. E dei mufloni della Cappadocia? Che vi hanno fatto di male i mufloni della Cappadocia che nessuno li “sente”? Eppure sono animali molto simpatici. Macchè, niente da fare, non si riesce a lanciarli. E nemmeno le donne sono immuni da critiche. Possibile che esistano solo farfalle in rete? C’è un giro di serpi che il rettilario di Salzburg è vuoto a confronto, ma qui si sentono tutte farfalle. Io invece sono solo una vecchia topa, è risaputo. Ma se lo dici si scandalizzano, non è elegante. E poi è un chiaro simbolo sessuale. La farfalla invece no eh… Io capisco che dietro ci sia un chiaro e lecitissimo desiderio di volare, ma una beccaccia? E un’upupa? Che vi ha fatto l’upupa? In fondo anche l'upupa possiede una sua intrinseca eleganza. Ognuno sceglie gli animali che crede, ovvio, ma a me pare che la rete difetti di volpi e aquile, mentre abbondi di somari e capre, tacchini e galline. Ma si sa, io ho una visione bucolica del web.
Piccolo mio, come concludere? Un desiderio mi sa che lo devo esprimere proprio. E allora te ne dirò due. Il primo è che riesca a organizzare meglio il mio tempo. Non dico di tornare ai bei tempi i cui leggevo 4 libri a settimana, ma ora ne leggo uno ogni due settimane e non va bene. Non ho più tempo per studiare. E se studio non ho tempo per scrivere. Gesù mio fammi la grazia di conciliare.
Il secondo desiderio, invece, è molto più carnale ma anche molto più semplice. Il 2008 sarà bisestile. Trecentosessantasei giorni per 24 ore fanno in tutto 8784 ore, cioè 527.040 minuti. Spero che in questo 2008 qualche anima buona trovi 5 minuti e 4 secondi, tra i cinquecentoventisettemila a disposizione, per prendermi tra le braccia e farmi ballare questa.
BUON NATALE
Vostra Merchesa
(PS Ma se dico a Gesù Bambino che è BEN-VENUTO, sono blasfema?)