mercoledì, 24 dicembre 2008
Degli auguri di Merchesa

"Ormai il Natale è vicino. Alberto ed io camminiamo spalla contro spalla nella lunga schiera grigia, curvi in avanti per resistere meglio al vento. E' notte e nevica; non è facile mantenersi in piedi, ancora più difficile mantenere il passo e l'allineamento: ogni tanto qualcuno davanti a noi incespica e rotola nel fango nero."

Primo Levi, Se questo è un uomo


Carissimi

mi sono chiesta leggendo questo brano se sia più facile stare vicini stretti stretti in un campo di concentramento o in un centro commerciale. Che differenza c'è in fondo tra i due? Nei centri commerciali si sta molto concentrati, sia fisicamente che con la testa, tutti presi dagli acquisti da fare o dai portafogli da proteggere. Nei campi di concentramento, invece, si lavora e si produce; comunque in vista della commercializzazione. La sigla di entrambi è CC. Entrambi mi mettono angoscia.


"Cara Kitty, qui all'Alloggio segreto la notizia che ognuno per il Natale avrà 125 grammi di burro in più è stata accolta con gioia. Sul giornale c'è scritto addirittura un quarto di chilo, ma riguarda solo i fortunati mortali che ricevono le tessere dallo stato e non gli ebrei..."

Anne Frank, Diario


Tutti trascorrono il Natale, tutti. Ma non tutti nello stesso modo. Molti lo trascorrono in solitudine, o in ospedale, o nei disagi fisici, economici e morali.

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade.
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.
lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata.

Giuseppe Ungaretti, Natale

Molti sono i bambini che nascono al mondo il giorno di Natale, non tutti fortunati né tantomeno re.

Nel gelo del disamore...
senza asinello né bue...
Quanti, con le stesse sue
fragili membra, quanti
suoi simili, in tremore,
nascono ogni giorno in questa
Terra guasta!...

Giorgio Caproni, Dinanzi al Bambino Gesù pensando ai troppi innocenti che nascono, derelitti, nel mondo

Eppure io la "sento" ancora questa accidenti di festa. E sento che i miracoli possono ancora accadere. Accadono se uno ci crede, se ci si vuole credere. Ecco, io ci voglio credere ancora e non perché credere non mi costa nulla (Pascal) ma perchè non credere all'Amore può solo peggiorarci come individui.

[...] Eppure io sento
che se qualcuno mi dicesse alla Viglilia di Natale,
"Vieni a vedere i buoi inginocchiati
 
nella solitaria fattoria presso quella
lontana vallata che conoscevamo da bambini"
io lo seguirei nel buio
sperando che sia proprio così.
 
Thomas Hardy, Buoi

 
A tutti coloro che passano di qui un caloroso saluto merchesiano di BUON NATALE.

Vi abbraccio

Vostra Merchesa


mercoledì, 04 giugno 2008
Delle strabilianti scoperte di Merchesa

Carissimi

succede a volte nella vita ciò che avete sempre ritenuto impossibile. Vi può capitare di leggere il Vostro destino e il senso della Vostra vita non nei fondi di caffè o tramite i Tarocchi - sistemi arcaici e poco merchesiani - ma può darsi che la vita Vi venga incontro con tutti i suoi significati attraverso oggetti inaspettati e che diventano improvvisamente "simboli" del Vostro vivere.


Per esempio, la Vostra amatissima Merchesa ha scoperto il senso del suo scrivere grazie a un assorbente igienico usato da un'altra femmina.

E non assumete quell'aria schifata per favore che ci sono uomini che farebbero carte false per stare 5 o 6 giorni al mese a contatto 24 ore su 24 con una patata. C'è gente che regalerebbe il proprio regno per diventare un Tampax!

Esattamente due mesi or sono la secondogenita della mia autrice ha festeggiato il proprio dodicesimo compleanno. Erano invitate solo femmine, ben 24.
"Mamma siamo in pochissime" le aveva detto la disgraziata "non faremo nessun danno, vedrai" aveva aggiunto profetica la piccola.
"Ma dove vi metto tutte e 24? Poi arrivano anche i cugini e saremo in trenta. Fa troppo freddo per andare in giardino. Come faremo?" aveva ribattuto stancamente la mia autrice.
"Dai mamma, la taverna è grande e poi le mie amiche non mangiano molto"
"Ferma lì! Non vorrai dirmi che le hai invitate anche a cena!"
"Mamma, ma tu sei bravisssssssssssima a cucinare".
Spudorata!
Insomma si è preparato il convivio. Tutte in taverna -  zona off limits per i grandi - balli e canti, urli, cadute e pianti come una normalissima festa di compleanno adolescenziale. Sembrava tutto finito lì e invece...


Invece il water del bagno che serve la taverna ha iniziato a scaricare male.
"Che cazzo hai fatto in quel wc?" ha chiesto molto logicamente la mia autrice al gentile consorte.
"Secondo te?" ha risposto seccamente il pater familias.
"Sei sempre il solito" ha ribattuto la nostra. E non siamo ancora riuscite a capire in quali abitudini malsane si perda il pover'uomo. Ci sono famiglie che si sono disintegrate per molto meno, credetemi.


E' stato allora richiesto l'intervento dell'idraulico.
"Signora, mi dispiace dirglielo ma è stato gettato un assorbente nel wc che ha otturato tutto. Guardi che il danno è notevole. Dovrà far vuotare la biologica. Fanno 480 Euro".
Sticazzi!


Quindi è stata la volta della ditta di espurghi.
Metri e metri di tubi nerastri, putridi e maleodoranti che dal giardino scendevano lungo lo scivolo, entravano in garage, passavano in studio e finivano nella biologica.


Già, la fossa biologica che si trova nello studio del piano di sotto, a fianco della taverna.

LA FOSSA BIOLOGICA!!!


La mia autrice era come ipnotizzata.
Era la prima volta che si rendeva conto dell'ubicazione del contenitore di tutte le  deiezioni familiari.

E' stato lì, di fronte a quei tubi, che la mia autrice ha preso consapevolezza che la sedia su cui si accomoda per scrivere poggia esattamente sul tombino della biologica. Da cinque anni, insomma, tutto ciò che la mia autrice "produce" in quel luogo risente di quella influenza, della "bioenergia" che arriva da quella cisterna piena di merda.

E' stato quindi grazie a un assorbente femminile usato che la mia autrice ha preso coscienza che tutto ciò che scrive non è generato dal proprio genio o dall'ispirazione, ma dall'osmosi!

Figlioli, io, Merchesa di Franciacorta,  sono il prodotto cerebrale di seghe mentali elaborate su un mucchio di merda!
sabato, 05 aprile 2008
Della filosofia merchesiana

Quante volte mi sono persa a pensare al bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. E' una grande fragilità umana quella, l'idea che tutto possa essere ricondotto ai numeri, che solo quantitativamente riusciamo a descrivere il nostro mondo, anche quello interiore. Siamo talmente limitati che ci siamo inventati un Dio che è Uno e Trino contemporaneamente , gli abbiamo dato dei numeri per tentare di spiegarci la sua grandezza. Lo facciamo anche con noi stessi. Diciamo che siamo un tutt'uno, che siamo unici, e così limitiamo la nostra anima che è più grande del nostro corpo.

Già, il cristianesimo ci ha insegnato che quando moriamo l'anima si stacca dal nostro corpo, come se l'anima fosse un contenuto del corpo e non viceversa. Se così fosse sarebbe più piccola del nostro corpo. E ciò significherebbe che la nostra materia è più importante quantitativamente della nostra anima. Quantitativamente, siamo ancora lì. Se invece pensassimo che è l'anima a contenere  il corpo, la  percezione che abbiamo di noi stessi cambierebbe. Ci vedremmo come infiniti, che è quello che siamo. Il nostro corpo è solo l'espressione di una parte della nostra anima, ancorché indispensabile, perché è solo attraverso il corpo che la nostra anima impara e si eleva.

E tutto questo a partire dal bicchiere mezzo vuoto. Ricordate?

Quel giorno spostai lo sguardo verso il contenuto. Che importanza ha stabilire se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Dipende dal contenuto. A volte bastano poche gocce di elisir di lunga vita, o di un medicinale, ma anche di urina per un esame. Se hai sete, invece, un bel bicchiere pieno di acqua fresca è quello che ci vuole. Un bicchiere di Barolo che accompagni un brasato cotto per otto ore non è male.

E poi vidi il bicchiere. Non hai nessun contenuto se prima non ti sei procurato un contenitore. Potrebbe essere un bicchiere dell'IKEA come un Lalique. La differenza la fai tu. Per te ha senso segliere uno o l'altro, e non ha senso dire quale è meglio: lo decidi tu.


Ieri ho rovesciato il bicchiere. Lo tenevo nella mia mano sinistra. L'idea di quantità se n'era andata. Anche la scelta del contenuto. Persino lo sguardo sul bicchiere. Lo tenevo nella mia mano sinistra e l'ho rovesciato. All'ingiù. All'improvviso quel bicchiere ha perso il suo scopo di contenitore. Allora ho deciso che non mi serviva più. Ho aperto la mano sinistra e il bicchiere si è schiantato a terra, esplodendo in mille frammenti luccicanti.

E' così che ho scoperto quella superficie larga e solida su cui poggio i piedi. Il pavimento.


ADESSO NON MI RIMANE CHE SCOPARE!

Che roba eh... parto con un  post altamente filosofico ed intimistico e lo finisco col sesso. Eh Signori miei, Merchesa è anche questo!
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venerdì, 28 marzo 2008

Dell'amore

Carissimi

che io sia un'amore di donna è fuori discussione. Chi ha l'immensa fortuna di conoscemi lo sa, ha avuto modo di verificare quanto ciò corrisponda a verità. E non mi limito a questo. Sono anche bellissima, intelligentissima, e soprattutto apotropaica. Chi passa di qui rimane segnato. Nel bene, naturalmente, perché io sono SOLO benefica. Anche bene- fica, ma quella è un'altra cosa.


Apotropaica dicevo, cioè porto molta fortuna. Per esempio, se qualcuno desidera ardentemente qualcosa basta che lo pensi e che pronunci lentamente e sottovoce "Merchesa... Merchesa... Merchesa..." per tre volte che il desiderio si avvera. C'è gente che mi invoca quando deve avere rapporti amorosi per evitare il fallimento. Sono meglio di un Viagra.

E' importante il rapporto sessuale, ovvio, ma senza amore vale di meno. Ecco perché chi si incontra qui si innamora anche.

Ho scoperto oggi, con mia immensa gioia, che due amici si sono innamorati. "Che c'è di strano?" si chiederanno i più infingardi, "la gente si innamora di continuo". Eccerto, ma questi due si sono innamorati tramite il mio blog!


Conosco Lei da 4 anni. E' una delle mie più vecchie web amiche. E' una delle poche persone che ho conosciuto dal vivo, oltrepassando il valico del virtuale. Le voglio molto bene. Conosco le sue vicissitudini e Lei le mie. Siamo state e siamo ancora molto vicine.
Conosco Lui da due anni. E' un tipo onesto e sincero, una bella persona. Non siamo in grandisima confidenza, ma il saluto reciproco in chat non manca mai.
Lui e Lei, gentili amici, si sono conosciuti attraverso il mio blog. Mi leggono entrambi, mi commentano, si sono scambiati pvt, gli indirizzi di chat, e.... ed è scoppiato l'ammmore. Che c'è di strano Vi chiedete? Di strano nulla, è che io oggi sono felice. Per loro, perché voglio loro molto bene, e per me, perché ancora una volta ho la conferma che dal mio amore di blog non poteva che scaturire un rapporto d'amore.


Amore, signori miei, mica pizza e fichi!!! Tzè...
mercoledì, 26 marzo 2008
Della filosofia merchesiana

C'è che ti alzi una mattina e il mondo si presenta ribaltato. Sottosopra. Hai appena avuto un incidente automobilistico in cui ti sei cappottata e quindi pensi che ormai sia normale che tutto si ribalti.

C'è che ti può succedere di ricevere due notizie in un'ora che ti cambiano la vita. La prima è ferale, la seconda è meravigliosa. E allora non sai deciderti, non sai se essere disperata o felice. O disperatamente felice. O felicemente disperata. Decidi quindi semplicemente di essere, perché nell'essere ci sta tutto.

C'è che un amico ti ricorda che il bicchiere può essere mezzo vuoto ma anche mezzo pieno. Potete fermarvi voi due a una tale banalità? Certo che no, le lasciate ad altri. E allora incominciate a parlare dei contenuti. Meglio mezzo bicchiere di acqua  o di vino della Franciacorta? Meglio una pinta di birra o poche gocce di elisir di eterna giovinezza? Urina per esami?

C'è che pensi che forse non sia il contenuto ciò che merita la tua attenzione. E se fosse la forma? Non è forse vero che nell'Aldilà chiamano la forma  "Anima"? Ma la forma di cosa? Del contenitore?

C'è che allora ti rendi conto improvvisamente che mentre eri concentrata nell'analisi del contenuto del bicchere non ti sei resa conto che stavi maneggiando un prezioso Lalique. E sei felice. Finalmente stai imparando a guardare.

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venerdì, 29 febbraio 2008
Dei racconti di Merchesa

"Chi era?" chiese Hera sospettando l'ennesimo tradimento.

"Non ne ho la più pallida dea" rispose Zeus.

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lunedì, 11 febbraio 2008
Dei dubbi esistenziali di Merchesa

Carissimi

la mia testa, la razionalità, tira da una parte.
Il mio cuore, il sentimento, tira dall'altra.

Non so davvero cosa fare.

Ascoltassi la passera?

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lunedì, 04 febbraio 2008
Del Carnevale di Merchesa

Carissimi

anche quest'anno la Vostra incredibile amica si è travestita. Conoscete tutti, ormai, la mia passione per le maschere e non solo quelle carnascialesche. Ho sempre pensato che il mascherarmi non sia, come ipotizzato da molti, un nascondermi quanto piuttosto un dare forma, colore e voce a parti di me, a sfaccettature della mia complessa personalità. Magari non corro il rischio che questi lati rimangano inespressi se non lo faccio. Se così fosse vorrebbe dire che chi non si traveste non è complesso o inespresso e questo è un pensiero eccessivamente elementare per appartenermi. Piuttosto credo che  ognuno dia corpo alle diverse parti di sé come crede, come gli si confà. Per farlo io ho scelto il teatro e i travestimenti, seguendo il mio istinto, la mia vocazione, i miei talenti.


Mi sento però di dissentire da chi, qualche giorno fa, ha sentito il bisogno di comunicarmi (invero assai garbatamente) che, dal momento che amo il teatro e i travestimenti, non posso che essere falsa, bugiarda, inaffidabile, sleale e ipocrita. Bontà sua...

Per la giornata di ieri ho scelto un travestimento semplice ma efficace. Mi sono chiesta se ci fosse un significato inconscio dietro quel travestimento... In fondo è il simbolo di una rinascita, o meglio, l'espressione di una compiuta evoluzione e/o metamorfosi. Chissà... Quel che conta è che ancora una volta la Vostra Merchesa ha dato voce alla sua anima in un travestimento che si prestava a una duplice lettura. Vediamo come.

Amica- Ma come stai bene.

Merchesa- Ti piace il mio travestimento?

Amica- Molto carina. Come ti sei truccata bene.

Merchesa- E da cosa mi sono vestita? L'hai capito?


Amica- Beh mi pareva chiaro. Hai un paio di ali sulla schiena, un paio di antenne in testa e una farfalla disegnata in faccia... Non è difficile. Sei vestita da farfalla.

Merchesa- Per i bambini. Per gli adulti da VAGINA!

carnevale 2008














mercoledì, 02 gennaio 2008
Degli sms di auguri per il 2008 ricevuti da Merchesa

SMS amicale- Favola africana. Il leone fuggiva, con tutti gli animali della foresta, per un devastante incendio. Vide un colibrì volare verso le fiamme. "Dove vai? Cambia strada" gli disse il leone. E il colibrì: "Vado a spegnere l'incendio" "Come potrai con quella sola goccia d'acqua che porti in bocca?" chiese il leone. "Vado a dare comunque il mio contributo" rispose il colibrì. Buone feste a tutte le persone di buona volontà.

SMS in risposta di Merchesa- Gli uccelli hanno sempre ragione. Vanno dove tira il fuoco. Buon anno.
lunedì, 24 dicembre 2007
Delle letterine di Natale di Merchesa

Carissimo Gesù Bambino

 

ho letto molte lettere in rete indirizzate al tuo comprimario Babbo Natale e invece a te pochissime. Mi chiedo come mai. Il vecchiazzo puzza oltremodo di pedofilia, ma dev’essere proprio per questo che è cosi trendy. In fondo parliamo di Chiesa Cattolica, no?! Caro Piccino, non dà fiducia un bambinello, ammettiamolo. Se uno deve sparare un desiderio alto cerca di puntare su qualcuno di più affidabile. Gli anziani, in questo caso il Babbo, danno molta più attendibilità di un bambinello. Che sia per questo che continuiamo a sentirci “bamboccioni”? Attaccati alle gonne materne e ai calzoni paterni? Madre Chiesa e Papà Natale? Chissà… sarebbe interessante l’opinione di qualche sociologo in merito.

Io, invece, ho scelto di rivolgermi a  te. Ho sempre provato tenerezza per i bambini e non solo da quando sono madre. Ho scelto te perché negli ultimi mesi non faccio che sognare di essere incinta. Non desidero un figlio, l’età non mi consente più di figliare, lo sai, e inoltre ho già  dato. Credo invece che il motivo della mia visione onirica sia un altro. Sogno continuamente di essere incinta di me come donna. So che è così e voglio che sia così. Sento che ho di fronte una nuova vita, una nuova me stessa. Sono incinta di me e questo può solo significare che sarò una donna nuova. E quello che sarò lo dovrò a me sola.

Quello trascorso è stato un anno importante. Ho perso alcune persone ma altre sono arrivate. Ho avuto un lutto, ma due donne a me vicine e care aspettano un bimbo. C’è alternanza tra la vita e la morte. Nel bene e nel male sto imparando ad accogliere tutto questo. Forse sto solo imparando a vivere senza troppi schemi precostituiti da altri. Mi lascio andare alla vita. Non è poco quello che ho imparato Gesù mio. Non trovi? Ho imparato anche a godere di me, della mia compagnia. Se sto così simpatica a molte persone possibile che non mi trovi io simpatica per prima? Così come racconto cazzate agli altri per farli stare meglio lo posso fare con me per prima. So farmi stare bene, so prendermi cura di me. Non solo. Il 2007 è stato molto importante perché ho imparato cos’è la dignità. Ho imparato a difendere la mia dignità. E’ importante essere dignitose prima di qualsiasi altra cosa. La dignità è l’espressione dell’amore di sé, contrariamente all’orgoglio che è il risultato del proprio narcisismo. Quanto l’una è positiva e di apertura verso gli altri tanto l’altro è di chiusura. Forse sono solo diventata adulta. Che ne dici? A 95 anni forse era anche ora!

Il mio primo sentimento per te, quindi, è di ringraziamento per il 2007 trascorso. E’ stato ricco e intenso, passionale e razionale allo stesso tempo, così come sono io. E’ stato un anno che mi è assomigliato molto. Non ti chiedo un 2008 migliore, se fosse come il 2007 sarebbe già tanto. Sono dell’idea che quando si scopra di essere fortunati l’importante sia ringraziare te o la buona sorte o chi per lei. Le inutili scaramanzie non mi appartengono e mi annoiano anche un po’.

Ti chiederò, invece, qualcosa per gli altri.

Caro Gesù, vorrei se possibile che ci fosse meno gente che prende sul serio il web. Alcune persone, ahimé, credono che la second life sia più vera del vero. Mi spiace di dover scomodare Hegel ma se "Ciò che è razionale è reale, ciò che è reale è razionale" non è detto che dal momento che il virtuale è razionale sia anche reale. O quantomeno più reale della vita di tutti i giorni. Gesù mio qui è una tragedia. C’è gente che crede che ciò che vive in rete sia più concreto del mangiare, dormire, pisciare, ridere, fare all’amore. C’è chi è convinto che questo sia il posto delle relazioni più vere perché sono le anime che entrano in contatto, comunicando. E se sono le anime le vere protagoniste tutto il resto non conta. Io invece, da quella vecchia pragmatica che sono, resto dell’idea che le persone siano una diade di anima e corpo e che l’una non possa prescindere dall’altro.  “Sappi che un tempo verrà che dall’Anima lungi tu andrai, e oltre il velame segreto del Nulla per sempre tu andrai” dice in una delle sue Quartine Omar Khayyam, poeta e matematico vissuto tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo. Omar ricorda che ci si separa dall’anima e non dal corpo non a caso. Per lui un’anima puramente astratta e spirituale, priva di ogni gioia corporea, sa di vacuità e di illusione. La vera persona, per Kayyham, è il Corpo-Anima. Ecco, anche io sono convinta di questo, che non si possa prescindere dal corpo e che soprattutto il corpo mentisca meno dell’anima. E tu sai se in rete si mente… ah se si mente... Se ti danno della puttana e della cattiva madre non vale la pena di dannarsi tanto. Basta leggersi dentro. Se la tua coscienza ti dà il via libera allora sei tranquilla. Ma lo puoi essere solo se il senso della tua dignità è alto. E allora vedi che tutto torna e il cerchio si chiude, Bambinello mio?

Un’altra richiesta, se mi è lecita, sempre in tema di virtuale. Vorrei, se possibile, conoscere meno lupi. “Ciao, come ti chiami?... Ecc…ecc….” fino a che arriva la fatidica dichiarazione: “Io mi sento un lupo”. Ma possibile che non esistano altri animali in rete? Altre similitudini? Altri “sentire”? Tutti lupi? Io vorrei capire, Bambinello mio, come mai tutte queste resistenze nei confronti degli ornitorinchi. E dei mufloni della Cappadocia? Che vi hanno fatto di male i mufloni della Cappadocia che nessuno li “sente”? Eppure sono animali molto simpatici. Macchè, niente da fare, non si riesce a lanciarli. E nemmeno le donne sono immuni da critiche. Possibile che esistano solo farfalle in rete? C’è un giro di serpi che il rettilario di Salzburg è vuoto a confronto, ma qui si sentono tutte farfalle. Io invece sono solo una vecchia topa, è risaputo. Ma se lo dici si scandalizzano, non è elegante. E poi è un chiaro simbolo sessuale. La farfalla invece no eh… Io capisco che dietro ci sia un chiaro e lecitissimo desiderio di volare, ma una beccaccia? E un’upupa? Che vi ha fatto l’upupa? In fondo anche l'upupa possiede una sua intrinseca eleganza. Ognuno sceglie gli animali che crede, ovvio, ma a me pare che la rete difetti di volpi e aquile, mentre abbondi di somari e  capre, tacchini e galline. Ma si sa, io ho una visione bucolica del web.

Piccolo mio, come concludere? Un desiderio mi sa che lo devo esprimere proprio. E allora te ne dirò due. Il primo è che riesca a organizzare meglio il mio tempo. Non dico di tornare ai bei tempi i cui leggevo 4 libri a settimana, ma ora ne leggo uno ogni due settimane e non va bene. Non ho più tempo per studiare. E se studio non ho tempo per scrivere. Gesù mio fammi la grazia di conciliare.

Il secondo desiderio, invece, è molto più carnale ma anche molto più semplice. Il 2008 sarà bisestile. Trecentosessantasei giorni per 24 ore fanno in tutto 8784 ore, cioè 527.040 minuti. Spero che in questo 2008 qualche anima buona trovi 5 minuti e 4 secondi, tra i cinquecentoventisettemila a disposizione, per prendermi tra le braccia e farmi ballare questa.

 

BUON NATALE

 

Vostra Merchesa


(PS Ma se dico a Gesù Bambino che è BEN-VENUTO, sono blasfema?)