lunedì, 17 novembre 2008
Del sollievo di Merchesa

Carissimi

avrete di certo letto sui giornali di oggi la notizia che il ministro Brunetta ha stabilito che i veri "fannulloni" - quelli contro cui ha dichiarato guerra all'inizio del suo mandato -
stanno a Sinistra. Non c'è dimostrazione, non ci sono dati, niente di niente. Nonostante questo il ministro di sente in diritto di offendere una parte cospicua della popolazione italiana. Solo perché non condivide la sua posizione politica? Altro che "Io sono un uomo di sinistra, perché io sono socialista. Sono un socialista di Forza Italia".

Lo so, figli miei, in fondo l'uscita di Brunetta non è nulla rispetto all'antico "I COGLIONI stanno a Sinistra" del nostro beneamato Premier. Anche se, in realtà, il Pri.Stro avvertì subito che si trattava di una frase ironica. Come sempre!

COGLIONI prima, FANNULLONI ora, a quando ABBRONZATI?


Amori miei, su questo blog Vi ho abituati a scherzare sui drammi della politica italiana.  Ma Vi confesso che stavolta credevo di non farcela.
"Hanno passato il segno" continuavo a pensare "Cosa ci diranno la prossima volta? Incapaci prima, lazzaroni poi, cosa ci aspetta ancora?".
Ho incominciato ad agitarmi.  "Vedrai che il prossimo attacco sarà su noi donne" mi sono detta. "Vuoi vedere che il prossimo attacco sarà nei nostri confronti?".

E qui l'Epifania, l'illuminazione, la rivelazione.

VUOI VEDERE CHE LA PROSSIMA VOLTA DIRANNO CHE LE DONNE DI SINISTRA SONO TUTTE TROIE?


Calma.
Calma e gesso.
Rifletti con ponderatezza sulla questione Merchesa mia.

Mumble... mumble.... mumble....

EUREKA! CI SONO!

NON DIRANNO MAI CHE LE DONNE DI SINISTRA SONO TUTTE TROIE, PERCHE' PER LORO IL "TROIUME" E' LA PIU' NOTEVOLE,  APPREZZABILE, INTERESSANTE, QUALITA' IN UNA DONNA.


Casomai diranno che lo siamo troppo poco o per nulla!

Fiuuuuuuuuuuuuu, che sollievo. Mi era presa una paura...
venerdì, 01 agosto 2008
Della positività di Merchesa

Carissimi

il Nostro beneamato Pri.stro Silvio Berlusconi ha dichiarato che non andrà a Pechino. E' davvero un grande peccato perché il numero delle medaglie d'oro in aspettativa è destinato a calare drasticamente. Però Vi pregherei di cogliere anche  anche un lato positivo della questione. E' destinato a calare anche il numero dei dopati!

E con questo Vi saluto e auguro Buone Vacanze a tutti.

Vostra Merchesa
venerdì, 30 maggio 2008

Dei tranelli di Merchesa

Carissimi

da molto tempo mi tormenta il dubbio di essere eccessivamente concettuale e cervellotica nello scrivere i miei post, di cedere all'ermetismo a volte, di prediligere una metodica di lavoro che prevede uno sforzo cerebrale nella comprensione di ciò che scrivo, fintamente leggero o unicamente divertente. Ma tant'è, sono fatta così, e ho deciso che non voglio essere diversa da quello che sono. Questa è la mia indole e non intendo snaturarmi per andare incontro a nessuno.Bastarda? Sempre!

Da troppo tempo mi tormentava il dubbio di non essere capita appieno. Mi rendevo conto che le mie battute suscitavano sì ilarità generale, ma che non ne veniva compresa – e quindi gustata – la complessità e la costruzione. E' importante questo? Forse per Voi no, ma per me sì. Dietro ogni “cazzata” che scrivo ci sono un notevole lavoro di ricerca e il tentativo di far combaciare i giochi di parole in mosaici lessicali e sintattici che o sono perfetti o non hanno ragione di esistere. Ammetto che questo mi ha portato, talvolta, ad eccessivi bizantinismi (notato la finezza?) ma lo scrivere in questo modo mi procura un piacere cerebrale a cui non saprei rinunciare. E questa, Signori, è l'espressione della mia creatività, di cui Voi avete l'onore di fruire.

Penso, scrivo ciò che mi piace, vengo letta, qual è il problema allora? Il punto è che io pensavo che il condividere con altri alcuni “gioielli” che ho scritto avrebbe aumentato la mia soddisfazione. Ecco perché ho aperto questo blog. Si scrive perché si hanno delle cose da dire, ovvio, ma anche per entrare in relazione con le persone. A questo servono i blog, altrimenti tanto varrebbe tenere un diario cartaceo. Invece mi ritrovo, ogni giorno che passa, a sentire che la mia frustrazione aumenta, invece di aumentare il mio piacere. E questo perché ho la consapevolezza di non essere compresa fino in fondo. Chi mi legge lo fa attentamente o sono io che sbaglio a valutare la qualità della loro lettura credendola superficiale? Già, perché non esiste solo una qualità della scrittura, Signori miei, esiste anche una qualità della lettura, senza la quale è inutile che vengano scritte cose pregevoli. Avete presente il “lettore ideale” di Eco? Ecco, una robettina del genere.

Era da tempo che pensavo ad un test per valutare l'attenzione che i miei venticinque lettori mettono passando di qui, Marchesadesade mi ha dato l'assist e io ne ho approfittato. “Scriviamo un Aforisma Merchesiano sbagliato” mi sono detta “ ci metto tutti i link corretti in modo che – con un minimo di riflessione- si arrivi a comprendere il mio errore. Facciamo 'sto test. Vediamo se mi leggono attentamente”. E infatti...

Se scrivo che la lingerie “La Perla” va usata solo con un vero porco e poi linko il detto evangelico “non gettate le perle ai porci” non mi sto forse platealmente contraddicendo? L'aforisma esatto avrebbe infatti dovuto essere “La lingerie La Perla non va indossata a vantaggio di un porco. E' buttata!”. Ma a chi importano queste sottigliezze, queste finezze, queste quisquilie? A me importano, accidenti! E scusate se è poco.

La precisione, la puntualità, la cura per i particolari non sono qualità che arrivano per caso. Sono conquiste e richiedono notevole lavoro. Ma che lo dico a fare in un paese che ha votato di nuovo Berlusconi? Ovvero l'approssimazione, la faciloneria al potere, il qualunquismo istituzionalizzato? Lavoro, precisione, attenzione, cura, sono ancora valori in questo Paese o no?! Lo sono mai stati?

Posso immaginare preventivamente talune obiezioni “Ma tu guarda questa... sbagliano a leggere uno dei suoi idiotissimi aforismi e ci fa una pippa sulla politica. Ma sarà presuntuosa?” Certo che sono boriosa, chi lo nega. Rimane il fatto che non tollero la superficialità e l'imprecisione, perché - gioie mie - chi non è preciso nelle piccole cose non lo è nemmeno nelle grandi. Un esempio? Il mio nick. Non è complicato, anzi, oserei dire che sfiora la banalità. Una nobildonna che è anche marchesa direi che rientra in quanto di più ovvio ci si possa aspettare. Il punto è che il mio nick non è Marchesa - e ce ne sono molte - ma MErchesa, e ci sono solo io. Che esagerata, penserete, in fondo cosa cambia se si mette una A al posto di una E? Cambia molto per me, perché M ed E sono le iniziali dei nomi delle mie due figlie. Sarò nostalgica e patetica fin che volete ma mi sono scelta questo nick anche in nome loro, e ricordarlo correttamente è un modo per rispettare me ma anche loro due. Ergo, pretendo che mi si chiami nel modo in cui ho deciso di essere chiamata.

Vedete miei cari, è che nella vita di ognuno può capitare che arrivi il giorno in cui una non le ha tutte a casa (brescianismo) e improvvisamente arrivi inaspettata la goccia che fa traboccare il vaso e alla suddetta giri vorticosamente l'ostrega. Sarà anche la sindrome premestruale fin che volete, ma mi sono veramente stancata di scrivere cose meravigliose che non vengono gustate. Non dico apprezzate ma gustate (molto diverso!), assaporate, con la stessa sensazione di uno pseudorgasmo mentale che si prova quando si assaggia un piatto sopraffino e raffinatissimo. Se cucino un timballo di pasta brisée ripieno di tagliatelle pasticciate con ragù di piccione e profumate al tartufo e Voi mi dite “Mica male sta torta di uccelli”, io mi incazzo. Sbaglierò, ma mi incazzo come una belva. Chiaro il concetto? Ecco, questa è Merchesa: un piatto raffinatissimo. Per il pane e salame (ancorché gustosissimo) rivolgersi altrove.

Un esempio di quanto sostengo? L'Aforisma 131. Diceva così “Il sesso limitato al solo lato B è B-anale”. “Carino” l'hanno definito. Carino? Carina lo dici a quella baldracca orba e sciancata di tua sorella, non al mio scritto. Dentro quell'Aforisma ci sono tante di quelle figure retoriche che metà bastano e tu mi dici “carino”? Ma fottiti tu e anche tua sorella! Nella posizione che prefertite, però. Rimango una accesa sotenitrice del libero arbitrio in queste “faccende”.

Merchesa: “un delicato equilibrio tra volgarità ed ascesi”, hanno detto di me. Credete sia facile mantenersi stabili su questo crinale? Non lo è, gioie mie. E quando ti chiamano in chat e ti dicono “MArchesa (ridaglie!) siete una donna di grande cul-tura” oppure “ siete magni-fica”, in moltissimi e per tre anni di seguito, sempre quelle battute, sempre uguali, una ha il diritto/dovere di esplodere.

Sono stata presuntuosa. Mi rileggo e me ne rendo conto. Volevo condividere la bellezza, ecco il mio errore. “La bellezza salverà il mondo” e io come un'Idiota ci ho creduto.Oddio, ripensandoci qualcuno che condiviso la “mia” bellezza, in effetti c'è stato. Magari copiandomi e non citandomi, ma questa è un'altra storia che meriterebbe un post a parte. E io trovo così grossier lamentarsi pubblicamente della scorrettezza altrui...

Miei cari, non essere riuscita ad educarVi alla bellezza del significato e del significante è per me motivo di grande dolore, lo considero un fallimento personale. Però non sono ancora morta... A 95 non dispero che succeda presto, ma per ora sono ancora qui. E fino a che sono qui, Vi tocco! (Nel senso che Vi tocca sopportarmi. Che avevate capito eh, maliziosetti?).

lunedì, 21 aprile 2008
Delle catenedisantantonio

Carissimi

non ho mai capito cosa c'entri Sant'Antonio con le catene. Che fosse un master bdsm? O uno slave? Non lo so. Sta di fatto che le odio e di solito evito di farne parte. L'unica volta che vi ho partecipato era perché era stata da me inventata, ma non ebbe molto seguito. Troppo complicata, concettuale, grottesca e quindi poco comprensibile, come quasi  tutto ciò che scrivo.


Ma c'è sempre una prima volta. Il caro Ferlinghetti stamattina alle 10. 32 non aveva di meglio da fare che coinvolgermi. E tutto questo perché avevo scritto nel blog di Mardesade che odio queste catene. Carino no?

Immagino già le Vostre facce stupite "Ma Merchesa, se non Vi va perché rispondete?". Ve lo dico figlioli. Partecipo alla catena perché Ferlinghetti è anche il cognome di quel poeta americano della Beat Generation che era originario della città dove abito. E qui ha ancora i parenti. In realtà vivono nella mia città anche i parenti di Fabio Volo (come qualcuno di Voi estremamente carino, ma di cui non farò il nome, non fa che ricordarmi), ma non vorrei vantarmene troppo (sigh). E comunque nella mia città vi abito io. Mi pare che basti e avanzi!

Passiamo alla catenella.

REGOLAMENTO:
- indicare il link di chi vi ha coinvolti
- inserire il regolamento del gioco sul blog
- citare sei cose che vi piace fare e perchè
- coinvolgere altre sei persone
- comunicare l'invito sul loro blog


Le sei cose che amo fare di più sono:

1 INTERROMPERE LE CATENE DI SANT'ANTONIO

Non posso fare nulla per interrompere questa che ho già iniziato, ma mi propongo di coinvolgere un solo partecipante, in nome di Fabio Volo: Il Linchetto. Vado sul sicuro perché sono più che certa che non continuerà la catena. Hihihihi...

2 ROMPERE I COGLIONI

A chiunque, indistintamente. Non valgono né razza, né religione, né partito politico. Il sesso però sì. Rompo i coglioni più frequentemente e con maggiore goduria ai maschi. Forse perché ce li hanno proprio e mi piace passare dalla metafora all'azione. Chissà... Sono una provocatrice nata e mi piace provare di continuo i limiti degli altri, soprattutto dei maschietti che mi leggono. Anche le donne, ma quelle abboccano subito e mi divertono molto meno.

3 BALLARE

Non esistono scuole né passi né norme da seguire. Lascio che la musica, rigorosamente a palla, mi scenda nel corpo e me lo colori. Di solito parte dall'alto, dalla testa, poi scende adagio e la sento vibrare in tutti gli organi. Allora chiudo gli occhi e il mio corpo si muove al suo ritmo. E' amore, è sesso, è celebrazione di tutti i riti del mondo. Sono lì da sola e comunico con tutto il mondo attraverso il mio corpo. Il ballo per me è una preghiera.

4 LEGGERE
Mi cullo ancora nell'illusione che dentro i libri troverò le risposte che cerco, come quando ero adolescente. Ogni tanto ci ricasco. Eppure lo so bene che dentro i libri non ci sono risposte ma che quelle sono dentro di noi. Nei libri casomai troviamo le domande. Ciò che più mi piace del leggere è la possibilità che ti dà di conoscere l'anima profonda delle persone. Se qualcuno ti dice "il mio libro preferito è XXX" la cosa più bella è non averlo ancora letto. Lo cerco in biblioteca, lo leggo, e alla fine ho capito molto di più dell'anima di chi me l'ha consigliato. Leggere è condividere.

5 CAMMINARE
Ovunque, dovunque, in ogni tempo e momento. I miei piedi piatti mi hanno portato ovunque. Di camminare non mi stanco mai. Potrei girare il mondo sui miei piedi. I miei piedi, le mie radici, i miei antenati sotto i miei piedi. E io mi elevo verso il cielo grazie a loro. C'è chi dice che sia questa la reincarnazione, avere le vite dei nostri avi nel DNA.

6 CUCINARE

Prendere la materia prima, studiarla, entrare in contatto con lei attraverso tutti i sensi. Guardare, toccare, annusare, celebrare il cibo attraverso questi riti. E dopo essere entrata in confidenza con questa materia prima, dopo averle parlato, dopo averne carpiti i segreti, modificarne la struttura. Cuocere è molto di più che mettere qualcosa su un fuoco: è modificarne lo stato. Ecco perché bisogna avere molto rispetto del cibo, quando si cucina e quando si mangia. Cucinare per me è importante soprattutto se lo faccio per chi amo. E' una specie di dono il mio, un dono di me. Dono il mio tempo, la mia attenzione, il mio talento. Porgere il cibo è un gesto sacro, come pregare. Come ballare.

Come scrivere per gli altri.

PS A dimostrazione di come io sia sensibile al punto 2 dell'elenco di cui sopra mi vedo costretta a coinvolgere nella catena, anche se tardivamente, i carissimi Mexjcan e Fedifrago. Il secondo perché così impara a darmi ragione quando dovrebbe adularmi, il primo - invece - perché non si può essere tanto fighetti da chiedermi in chat "Scusa, ma chi è Fabio Volo?". Così imparano entrambi! Eh, figlioli, cosa sarebbe la Vostra vita senza Merchesa?

martedì, 08 aprile 2008
Delle chat filosofiche ed esistenziali di Merchesa

Il Gia-Guru- Ti leggo da un po'. Si vede molto di te nel tuo blog.

Merchesa- Allora sei uno dei pochi.Tutti mi dicono che sono una maschera e non comprendono che la maschera è un modo per dare vita e voce a una parte di sé.

Il Gia-Guru- Si vede bene e si capisce. Così come si capisce che stai cambiando.

Merchesa- Vero. E' dal primo incidente. Mi ha ribaltato la vita. Non in senso stretto, perché nel mio quotidiano non è cambiato niente di niente. E' che io sono cambiata dentro e continuo a cambiare ogni giorno. Sempre di più.


Il Gia-Guru- In cosa sei cambiata, per esempio?


Merchesa- Nei desideri e nelle aspettative.

Il Gia-Guru- Cioè?

Merchesa- Non ne ho più. Ho fatto tabula rasa. Non so perché, ma ne ho sentito la necessità.


Il Gia-Guru- Brava!

Merchesa- E' stato come se i desideri precedenti non fossero davvero miei, ma piuttosto si mescolassero con quelli degli altri. Quindi ho preferito annullare anche i miei per essere certa di spazzare via tutto l'inutile.

Il Gia-Guru- Ti anticipo che presto sposterai una montagna, godendo.

Merchesa- Non conosco nessuno col cazzo così grosso!
postato da: merchesadixit alle ore 09:30 | Permalink | commenti (9)
categoria:della religione, della filosofia, della vita di merchesa, del sesso