mercoledì, 31 dicembre 2008

Di premi e auguri

Carissimi

che bello ritrovarsi ancora qui a salutarsi ancora una volta per la chiusura dell'anno. Il 2008 se ne va gioiosamente. Non so per Voi ma per me è stato uno degli anni più importanti della mia vita, ricco di accadimenti, di incontri fondamentali, di svolte decisive. E cominciato con un disastro, un incidente grave in cui ho demolito la mia auto e da cui sono uscita completamente illesa. Finisce con un altro disastro simile, con una persona che mi è carissima in terapia intensiva per uno scontro con un TIR. Ma è viva e fuori pericolo di vita. E io ringrazio l'Universo per questo dono.

Nell'Universo ci ho infilato tutto, ma ci sono persone che vorrei ringraziare di cuore. In primo luogo quelle che mi sono state vicine nei momenti difficili. Quelle che hanno pianto con me. Quelle che hanno riso con me. Quelle che mi hanno sgridata. Quelle che mi hanno spronata. Quelle che mi hanno incoraggiata. Quelle che mi hanno insegnato. Quelle che hanno imparato. Quelle che hanno chiesto e chiedono. Quelle che non chiedono nulla. Quelle che danno senza chiedere. Quelle che mi pretendono e quelle che mi rispettano. Quelle che hanno taciuto. Quelle che hanno parlato. Quelle che sono arrivate e quelle che sono scomparse.

A tutte loro va il mio sentito e cordiale GRAZIE.

Ma permettetemi di lasciare un particolare ringraziamento a coloro che durante questo 2008 hanno deciso in qualche modo che il mio blog valesse la pena di essere premiato.

La prima pazza è stata Unachicca che mi ha fatto dono di questo:

Poi è stata la volta di Emmart, che mi ha premiata così:

Quindi Blacklace, e il suo:

E per finire il mio adorato Swami, ovvero Pioggiainfaccia con questo:

Sembra proprio che me li sia meritati questi premi, potete negarlo? Non direi proprio.

Un bel modo per chiudere un anno di scrittura. Un bel modo per chiudere un blog.

Con l'auguro che nel 2009 lavoriate su Voi stessi per imparare a concederVi di essere felici:

Vostra per sempre,

Merchesa

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martedì, 30 dicembre 2008
194 AFORISMA MERCHESIANO

L'alternativa al cinepanettone è il radiopandoro.
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lunedì, 29 dicembre 2008
Dei dubbi di Merchesa

Carissimi

ricorderete certo tutti il primo video in cui ho mostrato la mia beltade. Venne postato qui circa tre mesi or sono.  Poi decisi di infilarlo anche su Youtube, per la gioia di tutti gli internauti che non  conoscono Bookswebtv (molto pochi in verità) e che così potevano godere della mia vista. Ed ecco che il primo commento è proprio del protagonista nonché ispiratore del video.

Quello che mi ha lasciata perplessa è la qualità del commento (oltre alle "e" congiunzione dopo il punto e virgola, ma quella è un'altra storia).  Infatti tale contributo ha l'aria di essere seccato, piccato, infastidito. Inspiegabilmente. Infatti ritengo che il caro Giulio dovrebbe quantomeno invitarmi al Pedrocchi per offrirmi uno spritz all'Aperol visto il servizio che gli ho reso. Si sa, in rete Merchesa è decisamente molto più conosciuta di lui...

Ma poi vengo a scoprire che l'amato Giulio mi ha infilata qui, dandomi la visibilità e il lustro che mi merito. Ne deduco quindi che si sia sentito lusingato. E a ragione! Chi non lo sarebbe dopo essere stato il  protagonista assoluto di un mio video?

Alla luce di quanto sopra esposto il sondaggione di fine anno è quindi il seguente:
E' meglio uno spritz con l'Aperol o consigliate altro?
Aspetto trepidante e ansiosa le Vostre dotte illuminazioni.
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mercoledì, 24 dicembre 2008
Degli auguri di Merchesa

"Ormai il Natale è vicino. Alberto ed io camminiamo spalla contro spalla nella lunga schiera grigia, curvi in avanti per resistere meglio al vento. E' notte e nevica; non è facile mantenersi in piedi, ancora più difficile mantenere il passo e l'allineamento: ogni tanto qualcuno davanti a noi incespica e rotola nel fango nero."

Primo Levi, Se questo è un uomo


Carissimi

mi sono chiesta leggendo questo brano se sia più facile stare vicini stretti stretti in un campo di concentramento o in un centro commerciale. Che differenza c'è in fondo tra i due? Nei centri commerciali si sta molto concentrati, sia fisicamente che con la testa, tutti presi dagli acquisti da fare o dai portafogli da proteggere. Nei campi di concentramento, invece, si lavora e si produce; comunque in vista della commercializzazione. La sigla di entrambi è CC. Entrambi mi mettono angoscia.


"Cara Kitty, qui all'Alloggio segreto la notizia che ognuno per il Natale avrà 125 grammi di burro in più è stata accolta con gioia. Sul giornale c'è scritto addirittura un quarto di chilo, ma riguarda solo i fortunati mortali che ricevono le tessere dallo stato e non gli ebrei..."

Anne Frank, Diario


Tutti trascorrono il Natale, tutti. Ma non tutti nello stesso modo. Molti lo trascorrono in solitudine, o in ospedale, o nei disagi fisici, economici e morali.

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade.
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.
lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata.

Giuseppe Ungaretti, Natale

Molti sono i bambini che nascono al mondo il giorno di Natale, non tutti fortunati né tantomeno re.

Nel gelo del disamore...
senza asinello né bue...
Quanti, con le stesse sue
fragili membra, quanti
suoi simili, in tremore,
nascono ogni giorno in questa
Terra guasta!...

Giorgio Caproni, Dinanzi al Bambino Gesù pensando ai troppi innocenti che nascono, derelitti, nel mondo

Eppure io la "sento" ancora questa accidenti di festa. E sento che i miracoli possono ancora accadere. Accadono se uno ci crede, se ci si vuole credere. Ecco, io ci voglio credere ancora e non perché credere non mi costa nulla (Pascal) ma perchè non credere all'Amore può solo peggiorarci come individui.

[...] Eppure io sento
che se qualcuno mi dicesse alla Viglilia di Natale,
"Vieni a vedere i buoi inginocchiati
 
nella solitaria fattoria presso quella
lontana vallata che conoscevamo da bambini"
io lo seguirei nel buio
sperando che sia proprio così.
 
Thomas Hardy, Buoi

 
A tutti coloro che passano di qui un caloroso saluto merchesiano di BUON NATALE.

Vi abbraccio

Vostra Merchesa


lunedì, 22 dicembre 2008
193 AFORISMA MERCHESIANO

A Natale siamo tutti più b-e-oni!
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lunedì, 22 dicembre 2008
192 AFORISMA MERCHESIANO

Non puoi decidere di nascere in una mangiatoia e poi pretendere che nella vita non ti sbranino.
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categoria:aforisma merchesiano
lunedì, 22 dicembre 2008

58 AFORISMA MERCHESIANO

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categoria:video, aforisma merchesiano
venerdì, 19 dicembre 2008

191 AFORISMA MERCHESIANO

L'antidoto alla noia è l'umiltà.

 

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categoria:aforisma merchesiano
martedì, 16 dicembre 2008
Delle interviste a Merchesa

Carissimi

conoscete ormai la mia fama. Sapete bene come io sia amata entro e oltralpe, a destra e a sinistra degli Appennini. E sulle Ande ci ho lasciato un lama, una lama e un Lama.
Insomma, mi si chiedono interviste e io, molto magnanimamente, le rilascio. All'amica Valeria di GraphoMania, per esempio. Se cliccate qui potete vedere e commentare. Ma siccome so che siete pigrerrimi, Vi copio l'intervista anche qui, sul mio blog.


Oggi ho l’onore di presentarvi un personaggio molto particolare e del tutto fuori dalle righe. La Marchesa Lupara Vandea De’ Bocciofili, meglio nota come Merchesa… Non ci sarebbe neanche bisogno di un’intervistatrice; la Merchesa basta a se stessa e a tutti gli altri, quindi mi inchino, porgo i miei saluti, e mi metto da parte…

“Cari amici, quale congiuntura favorevole Vi porta oggi qui a conoscere me, marchesa Lupara Vandea De’ Bocciofili, meglio conosciuta come Merchesa? Che splendida opportunità, figli miei, come Vi invidio!

Chi sono? Chi può dirlo con precisione… nonostante i 44 anni di analisi credo di non conoscermi ancora. Forse potrei provare a specificarmi dicendo chi NON sono, anche se penso che la questione davvero interessante sia chi potrei essere. Nobildonna e vedova, non ho figli: la mia prole son le parole. Ho 95 anni e ne dimostro 35. Ultramegastraiperarcimiliardaria in Euro. Coach in galateo e buone maniere. Famosissima vecchia Topa, anche di biblioteca. Otto mariti e numerosi amanti, amici, servitori, cicisbei, adepti, personal trainers, autisti, cuochi, parrucchieri, arredatori, pecorai, fattori, amministratori - ma nessuno stalliere - oltre a milionardi di ammiratori, tra cui sono stati avvistati persino un paio di soggetti di sesso femminile. Governatrice della Franciacorta, splendido lembo di terra in provincia di Brescia. Imperatrice del web, maestra di  calembour, virtuosa del doppiosensismo. Sono pungente e tagliente. Uso l’ironia come un fioretto, ma di fioretti non ne faccio mai, per la rassegnazione di San Francesco. Aforismologa. Terapeuta del sorriso nonché creatrice di una nuova forma di Risoterapia meglio conosciuta come PILAFTERAPIA, per la qualità del riso che viene scelto a chicco lungo e cotto in forno con poco brodo, mantenendo la peculiarità di rimanere ben sgranato. Proprio come il mio umorismo, sgranato in un rosario di battute e giochi di parole.

L’immenso Achille Campanile nella sua famosa affermazione ‘Umorista sarà lei!’ non intendeva rispondere malamente a chi gli chiedeva se egli si ritenesse tale. Molto più semplicemente suggeriva che la vera grande protagonista della Letteratura Umoristica Italiana potesse essere una donna. E con quel suo ‘Umorista sarà lei’ alludeva a me, Merchesa. Inconsciamente - e junghianamente - mi prevedeva, mi annunciava al mondo, mi spianava la strada. UMORISTA, quindi, anche se, dovendo proprio scegliere, preferisco definirmi UOMORISTA, vista la mia passione per il gentil sesso. Come dite? Sono le femmine quelle? Oh no, miei cari, non con me. Io possiedo il rarissimo talento di convertire tutti i giovanotti in gentleman. E le ragazze, invece, in sesso forte. Soprattutto di taglia! Per questo alcune di loro mi hanno minacciata di morte, rimediando una taglia sulla loro testa. Ma chi le teme, ormai? A 95 anni non sono ancora morta ma non dispero. Vecchio Campanile, per chi suona la campana? Per questa carampana!“

Chi si nasconde dietro questo meraviglioso personaggio?
Nasconde? C’è qualcuno che si nasconde qui? Non certo io! Casomai mi appaleso, mi epifanizzo, con buona pace di chi mi dà della Befana. Vedete, mia cara, non sono della scuola di coloro che pensano che i nick siano alter ego dello scrivente. I nick sono molto di più di un alter ego, sono l’Ego vero e proprio. In altre parole, io – Merchesa – sono realmente colei che parla. Io sono la mia voce, i miei pensieri, la vera estensione della mia anima. Lamiautrice, invece, è solo una parte di me. È quel pezzo di anima che ha corpo, che vive immersa nel reale e ne subisce tutti i condizionamenti. È la protagonista dei giochi di ruolo e colei che si lascia ingannare dagli specchi della vita. Io no. Io sono pura ‘essenza’. Non chiedeteVi chi sta dietro di me, quindi. Sono davanti e sono ben visibile!”.

Quando nasce l’idea della “Merchesa”?
“Mia cara permettetemi di correggerVi. Se Merchesa fosse ‘un’idea’ significherebbe che colei che avete visto in video è una ‘copia’. Dal punto di vista della filosofia di Platone significherebbe che quella meraviglia di donna è imperfetta,  scadente doppione di una migliore idea collocata chissà dove. No, mia cara. Quella femmina è una visione sublime e di Platonico può suscitare solo un grande Amore”.

Quando è stato aperto il blog e per quale motivo hai deciso di aprirlo?
“Non è stata certo una mia decisione. È stato il blog a chiamare me, non viceversa. Vedete, mia cara, un blog non è una ‘cosa’, un oggetto, un diario virtuale come molti credono. No, figlia mia. Il mio blog è qualcosa di vivo e di pulsante. Ha una vita propria. Mi parla, mi comunica i suoi desideri, le sue sensazioni. È lui che decide ritmi di scrittura, tempi di pausa, lunghezze dei post, temi e persino le battute”.

Che riscontro hai da parte dei lettori?
“Inizialmente è sempre entusiastico. Chi si avvicina al mio blog per la prima volta rimane estasiato. Si lascia condurre nei meandri del Pensiero Laterale, nell’incanto dei giochi di parole e dei calembour, ma per poco tempo. In realtà, coloro che leggono il blog da quando l’hanno scoperto sono molto pochi, non più di dieci utenti. Lo so è colpa mia, sono troppo esigente. Richiedo attenzione e partecipazione costanti e non tutti sono in grado di reggere i miei ritmi. Chiedo anche un elevato grado di concentrazione e non tutti hanno sempre la voglia di mantenerlo. Spavento. E la maggior parte dei visitatori scappa. Però i pochi che resistono mi amano follemente. Non solo. Se per qualche ragione sono io a calare la tensione o il ritmo non me lo perdonano.

Per via della ricerca costante sulla scrittura c’è chi ha definito il mio un blog di nicchia. Vista la mia età mi sento di sostenere, più correttamente, che trattasi di blog di loculo!”

Cosa contiene il tuo blog?
“Delicati equilibri. Il mio blog è sostanzialmente un trattato subliminale di cucina. Sono l’Artusi della parola scritta, l’Ada Boni dei calembour, l’Allan Bay del paradosso. Anche se in realtà – dovendo scegliere – mi sento molto più vicina a Ferran Adrià, il ‘cocinero’ di Barcellona, che nel suo ristorante El Bulli ha inventato la ‘cucina destrutturata’. Scrivere un testo per me è come cucinare un piatto. Pensi agli ingredienti, li scegli e poi li trasformi. Odio chi parla di assemblaggio. In cucina non si assembla: si trasforma, casomai si amalgama. Prendere una parola e smontarla rimontandola con un’altra permette di avere risultati diversi ed eclatanti, dei neologismi. Così come in cucina trasformare un prodotto finito mi permette di assemblarlo ad altri ingredienti per avere un piatto nuovo. Quello che in cucina è la panatura, per esempio. Prendi il pane che è già un prodotto finito – esattamente come una parola del dizionario – e lo grattugi. Una volta trasformato lo puoi usare per uno scopo diverso da quello iniziale, la panatura appunto. Quando cucini una cotoletta alla milanese non pensi al pane come prodotto finito. Eppure senza il pane non avresti la cotoletta. Succede così anche con le parole. Prendo un vocabolo, lo smonto e lo rimonto con un altro. Questo dà vita a un prodotto nuovo, un neologismo. Il lemma iniziale è stato trasformato per arrivare a un prodotto finale che è diverso da quello iniziale, ma senza il quale non avremmo il termine che ora stiamo gustando. Idem per il piatto che stiamo mangiando.

Un esempio – LIBRIATORE: Autobiografia non autorizzata di Elisabetta Gregoraci.

Poniamo che il termine libro sia il ‘pane’ al servizio della ‘cotoletta’ Briatore. La cotoletta impanata sarà Libriatore, una nuova parola con un nuovo significato. Ma la cotoletta finita non è mangiabile se non è cotta a puntino. Metto in opera la trasformazione, allora. Parto con l’olio e il burro in padella per friggerla, per renderla gustosa. Ecco come con la cottura il neologismo Libriatore acquista un senso nuovo. Basta dare una definizione al neologismo che comprenda, nel nuovo senso, i due termini da cui è formato. E alluda! Un’autobiografia è un libro. Le autobiografie sono scritte da chi parla. Se aggiungo che l’autobiografia non è autorizzata, gioco col paradosso. Quindi, sostenendo che stiamo parlando di una autobiografia NON autorizzata, in realtà dico che la Gregoraci scrive cose di se stessa e poi non si autorizza a sostenerle. Va da sé che alludo – nemmeno troppo velatamente - alle presunte mancanti doti intellettive della Nostra. E strappo il sorriso.

Qui siamo al prodotto finito, al piatto in tavola. Ma volendo si può aggiungere alla cotoletta un ingrediente da gourmet. Una grattatina di tartufo bianco, per esempio. Vediamo come. La scelta da me compiuta del neologismo Libriatore e della tecnica della panatura, per spiegare la connessione tra cucina e scrittura, non è affatto casuale. La cotoletta è fatta col taglio della ‘costoletta’ di vitello. La Gregoraci è la moglie di Briatore e l’ha sposato in chiesa. Quindi - citando  la Genesi – Elisabetta di Briatore è la ‘costola’, anzi la ‘costoletta’. Eh, miei cari, agganci, connessioni, legami Vi diventano chiari solo applicando il mio procedimento. Visto cara? Il Metodo Merchesiano non è solo scienza applicata: è una necessità di vita!”.

Che dire, cosa poter aggiungere?

Vi invito con vero entusiasmo a visitare il suo blog. Resterete piacevolmente colpiti dal suo Ben-venuto!

postato da: merchesadixit alle ore 17:29 | Permalink | commenti (15)
categoria:delle interviste
martedì, 16 dicembre 2008

100 AFORISMA MERCHESIANO

postato da: merchesadixit alle ore 16:43 | Permalink | commenti (2)
categoria:aforisma merchesiano