lunedì, 30 giugno 2008
Una discutibile storia d'amore 5

Anche nelle balere di Cesenatico si era sparsa la fama del Pachiderma ballerino. Il suo gigantesco girovita roteava baldanzoso, deliziosamente fasciato in uno splendido smoking color carta da zucchero con i revers della giacca in seta luccicante e la camicia bianca con gli jabot pizzosi bene in vista. Era un campione dei balli latinoamericani, soprattutto della Pach-anga, un ritmo cubano che gli si adattava molto bene, non solo onomatopeicamente. Nonostante l'enormità della mole il Pachiderma si muoveva con grande leggerezza. Sembrava volasse sulle punte delle zampe. Anche le sue compagne di ballo volavano con lui. La sua caratteristica era una potente presa delle braccia che faceva sentire la sua dama guidata e protetta nella danza. Lei lo sapeva bene, la faceva sentire così anche nella vita, non solo nella danza. Ecco perché era così gelosa di quelle sciacquette svenevoli e adoranti.
Quella sera si era preparata con più cura del solito. L'elefante l'aveva invitata a ballare chissà ispirato da quale dio benefico. Era nervosa davanti allo specchio della sua camera. Si era guardata e riguardata mille volte. Sapeva di essere bellissima, lo sentiva dentro. Sarebbe bastato? Doveva bastare. Aveva scelto la semplicità, come sempre. Nascondeva una grande raffinatezza il suo levare orpelli e ninnoli, ma pochi uomini l'avevano compreso finora. Il Pachiderma l'aveva capito? Credeva di sì. Di certo lui non lo dava  a vedere.
Indossava una tubino nero con lo spallino largo, molto Audrey Hepburn, la sua attrice preferita a cui Lei assomigliava nel fisico, nel portamento e nel fascino discreto. La scarpa sandalo bianca aveva il tacco sottile. Lei non superava mai i 7 centimetri. Tacchi più alti rendono la camminata volgare e Lei non lo era mai. Le calze erano color corallo, velatissime, otto denari, irrinunciabili anche con 35 gradi. In mano una busta di pelle bianca. Sulle spalle una stola di seta trasparente bianca, buttata con nonchalance. I capelli sciolti sulle spalle erano stavolta lisci, che si inanellavano solo sul fondo della lunghezza. Il trucco leggero. Respirò profondamente davanti allo specchio. Decise che qualsiasi cosa il Pachi avesse fatto Lei si sarebbe divertita. Sorrise a se stessa. Girò sui tacchi e uscì dalla stanza.
Scese le scale. Il Pachiderma l'aspettava nella hall dell'albergo. Era già lì. Lo vide da lontano nonostante la miopia. Quella mole era inconfondibile. Gli uomini presenti si accorsero dell' arrivo di Lei e del suo incedere da pantera. Si fece il silenzio. Lei si avvicinò all'elefante che estasiato e con un filo di voce le disse: "Sei bellissima".
Lei allora si prese una rivincita: "Grazie ma avresti dovuto aspettartelo. Se vuoi portare una brutta figa a ballare non è me che devi invitare!"

(continua)
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sabato, 21 giugno 2008
Delle soluzioni storiografiche

Carissimi

buone notizie nel campo della ricerca accademica. Il revisionismo storiografico ha finalmente trovato il modo per equiparare Destra e Sinistra. D'ora in poi le targhe commemorative saranno alterne!
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categoria:della politica, dei calembour, della cultura
venerdì, 20 giugno 2008
Una discutibile storia d'amore 4

"Sono decisamente la femmina della tua vita!" diceva con una certa sicumera Lei al Pachiderma. L'elefante rimaneva in silenzio ad occhi chiusi. 
Sdraiato al sole di Cesenatico con indosso un boxerino bianco a pois rossi, un bibitone analcolico e ghiacciato sotto l'ombrellone che aspettava di essere sorseggiato, il fantastico derma grigio azzurrognolo cosparso di olio di cocco senza protezione - che tanto lui con quella pelle non si scottava mai - Pachi non faceva una piega alle rimostranze di Lei. In realtà, ad un osservatore più attento non sarebbe sfuggito l'impercettibile movimento del suo labbro inferiore. La mastodontica proboscide nascondeva anche il più piccolo accenno dei suoi sorrisi, di cui non era parco, in verità, se non con Lei. Gli piaceva tenerla sulla corda, farla fremere e non era difficile visto il carattere fumantino della Nostra.
Ogni tanto alzava gli occhiali da sole con la zampa destra, mollemente, per guardare meglio le figotte che passeggiavano sulla spiaggia. Le avrebbe viste meglio senza alzare gli occhiali scuri, ma quel gesto era una chiara provocazione nei confronti di Lei che immediatamente si ingelosiva.
"Che hanno quelle figotte più di me?" chiedeva scattando in piedi con le mani sui fianchi e i piedi affondati nella sabbia bollente, ustione che Lei nemmeno percepiva perché quella del suo cuore bruciava molto di più di quella dei suoi piedi "Solo perché hanno 20 anni di meno? Le tette sode? I culetti marmorei? Le gambe scattanti? Una abbronzatura da mulatta? Tutto qui? Non sai capire cos'è una Donna allora, né comprenderne il valore!" starnazzava lei.
"Che cosa ci posso fare io se adoro le mulatte?" rispondeva placido il pachiderma senza scomporsi.
"Beh, che mi manca? Sono alta, magra, ho un bel fondoschiena, ma soprattutto i capelli lunghi fino alla vita, ricci e scuri. Praticamente una mulatta pure io!"
"Ma se hai la pelle perlacea e ti scotti in un fiat!" la prendeva in giro Lui.
"Si vede che sono una mulatta albina!" rispondeva incazzosa la Nostra.
A quel punto l'elefante non riusciva più a trattenersi. Esplodeva in una fragorosa risata col suo bellissimo vocione baritonale, si alzava e la abbracciava.

(continua)
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mercoledì, 18 giugno 2008
Una discutibile storia d'amore 3

Il Pachiderma era famoso per essere un ottimo cuoco, o almeno è così che si spacciava. Lei desiderava ardentemente testare la qualità di quell'arte che si dice così vicina a quella amatoria. Niente da fare. Il dispettoso elefante si negava alquanto e non perché non desiderasse cucinare per Lei, ma perché quel dedicarsi a Lei avrebbe potuto rivelarsi una esposta dichiarazione di disponibilità nei confronti della Nostra. Si sarebbe denudato nei sentimenti e non era ancora pronto a farlo. Preferiva giocare  stuzzicandola, esaperandola, irritandola. Questo gli dava potere su di Lei, lo sapevano entrambi.

Fu così che quella sera il pachiderma invitò gli amici a cena a casa sua. Cosa c'è di più coerente per un pachi-derma che inventarsi un menù a base di pomodori Pachi-no?


Apertura:
Bucatini a crudo con Pachino e peperoncino.

Secondo:
Filetto di scorfano ai pomodori Pachino.

Dolce: Crostata con marmellata ai pomodori Pachino.

Vino: Bollicine di Franciacorta.


Il pachiderma si vantava con Lei di quella cena che aveva riscosso un favoloso successo. Anzi, un trionfo, per dirla con le sue parole. Lei non era stata invitata, naturalmente. Problemi logistici, aveva spiegato Lui, ma forse era solo la partita Italia-Francia il grave problema logistico. E si sa, in certe circostanze le femmine "rompono".Come si fa a pretendere le coccole proprio nel momento in cui Pirlo sta per tirare il rigore? E Lei era capacissima di pretenderle proprio in quel frangente, con la scusa che il calcio la agita.

La mattina dopo, la  Nostra offesissima amica aveva chiesto lumi all'amato sull'esito di cena-partita non risparmiandosi un tocco di veleno:

"Mentre cucinavi lo scorfano, ti guardavi allo specchio per avere la giusta ispirazione?"

(continua)
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martedì, 17 giugno 2008
145 AFORISMA MERCHESIANO

Non tutti possiamo essere patafisici. C'è chi sì e Queneau.
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martedì, 17 giugno 2008
Delle opinioni di Merchesa

Carissimi

se ancora non l'aveste fatto Vi invito a leggere l'articolo di Eugenio Scalfari su Repubblica di domenica 15 giugno.  E' una interessante analisi storica dei mutamenti tricologici internazionali: dalla parrucca francese del Re Sole al trapianto berlusconiano. Cambiano i tipi di posticci non cambia l'atteggiamento nei confronti dello Stato. E se Luigi XIV poteva ben dire "L' Etat c' est moi" Berlusconi con l'estate non ha molto da cantarla alta. Vado per onomatopea e col Metodo Merchesiano intendo dimostrarVi la veridicità di ciò che sostengo.


Scalfari, e D'Avanzo prima di lui, sostiene che lo Stato di Diritto sia in pericolo con l'avvento al Governo dell'Arcorese. Siamo d'accordo con loro. Stiamo andando verso lo Stato di Rovescio. In fondo sta piovendo ininterrottamente da due mesi. E la pioggia è o non è una serie di rovesci? Stato di Rovesci, quindi, molto lontano dall'estate. C'è chi sostiene che Berlusconi sia apotropaico. Noi, invece, riteniamo che la sua sia semplicemente sfiga mascherata, o meglio ancora sfiga truccata e spalmata di cerone.

Piove, Governo ladro. A volte il Meteo è più saggio di noi. Come dire, la natura SA, anche se noi umani neghiamo l'evidenza. Piove, Governo ladro. O dovremmo dire: Governo indultato?  O meglio ancora: Governo caduto in prescrizione? O perfezionarlo in un Governo ad personam?

Piove da troppo tempo. C'è una naturale e preoccupante tendenza alla depressione. Stiamo andando malissimo anche ai Campionati Europei.  Chi ha ancora il coraggio di sostenere che l'Arcorese porti fortuna? Forse solo Bondi ormai...

Dallo Stato di Diritto allo Stato di Rovescio il passo è stato brevissimo. Speriamo di non evolvere in un Rovescio dello Stato.

Berlusconi Uomo di Stato? Verrebbe da dire piuttosto: che stato di uomo!

E come cittadina che paga tutte le tasse RIVENDICO IL MIO DIRITTO AD ESSERE INTERCETTATA. INTER-cettata, mica MILAN-cettata. Echeccavolo... non può averla sempre vinta lui!

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domenica, 15 giugno 2008
Una discutibile storia d'amore 2

Lui aveva una passione per le bionde.
Lei lo sapeva ed era sempre più gelosa, anche perché bionda non era. In quanto elefante era coerente: fumava le bionde Camel, in onore dell'esotico Camel Trophy.
"Tanto lo so che hai una passione per le bionde. Non negarlo. Vedi? Io non ti piaccio, dì la verità" era la solita lagna femminile, il ritornello di tutte le donne che come Lei sono insicure e sentono il bisogno di farsi ripetere per ore quanto sono carine e desiderabili. Il pachiderma lo sapeva bene e, dispettoso com'era, non glielo diceva mai. Sogghignava sotto la proboscide e la stuzzicava "Ma quali bionde, a me piacciono le mulatte!". Lei si irritava ancora di più. "Eggià, nemmeno mulatta sono. E vista la tua passione anche per la montagna cosa dovrei dedurre?
Ecco perché ami la montagna. E' pieno di mulattiere!" ribatteva Lei indispettita.
L'elefante rideva dentro di sé della fragilità di Lei e ogni tanto le regalava uno zuccherino:"Eddai che mi piacciono le tue battute, lo sai. Ma come faresti senza di me? Ti mancherebbe il muso ispiratore"
"Sì, il tuo brutto muso ispiratore" ribatteva Lei sempre più inacidita.

(continua)
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categoria:dellamore, short stories, del sesso
sabato, 14 giugno 2008

Della sensualità di Merchesa

 Carissimi

non è colpa mia se ballo la "Bomba" non come un ippopotamo ma come una Tigre del Bengala! Certo che è incoerente che una grande TOPA come me balli come una tigre... o no?!

Sono pensieri...


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sabato, 14 giugno 2008
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venerdì, 13 giugno 2008
144 AFORISMA MERCHESIANO

Donna, se un torinese ti dice "Ti aspetto sotto la mole" tu verifica se intende la Antonelliana o la posa del missionario!
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