Nella stessa notte in cui al Califfo di Bagdad veniva messo il cappio al collo, in un bar del Sestriere il Califfo di Roma veniva preso da un attacco di asma che ha richiesto il ricovero in ospedale, e gli ha impedito di tenere un concerto.
Quale strana forma di simbiosi lessicale lega i due uomini? I due accadimenti sembrano completamente scollegati tra di loro, frutto del caso, ma col “Metodo merchesiano” dimostrerò che il caso non esiste e che, anzi, affinità, congruenze, pertinenze sono sempre spiegabili. Anche in questo caso.
Innanzitutto abbiamo a che fare con due grandi tombeurs de femmes. Franco Califano è famoso da sempre per essere un grande seduttore, uno che ha fatto stragi di donne, le sue preferite quelle “tutte curve”. Anche Saddam ha fatto stragi di donne, ma nel suo caso è più appropriato dire che si trattava di “tutte Curde”. E se Saddam Hussein era famoso come l’asso di picche, Califano ha dichiarato che mai nessuna donna gli abbia dato picche nella sua vita “ Perché io non prendo mai iniziative” dice. Saddam invece di iniziative ne ha prese, come quella che l’ha portato all’invasione del Kuwait e alla successiva Guerra del Golfo. A seguito di tale guerra fu proclamato l’embargo per L’Iraq. Nel 1996 il parlamento iracheno accettava un piano dell’Onu che autorizzava la vendita limitata di petrolio per far fronte alle necessità primarie alimentari e farmaceutiche del popolo iracheno. Il piano era chiamato Oil for food, ovvero petrolio in cambio di cibo. Califano ha dichiarato a Panorama di essersi prostituito per avere un tetto. “Mi sceglievo donne belle e ricche che mi facevano portare la colazione a letto dal maggiordomo in cambio di sesso. Ogni settimana una casa diversa”. L’operazione Califano potrebbe essere così corretta: To oil for food, traducendo il verbo “to oil” col termine “lubrificare”. Chissà se anche questa impresa ha avuto il benestare dell’ONU.
Un’altra caratteristica comune tra i due Califfi è il conseguimento di lauree ad honorem. Mentre a Saddam veniva conferita la laurea in giurisprudenza a Bagdad, a Califano veniva conferita la laurea ad honorem in filosofia dalla New York University. Sembra che il merito per tale conferimento sia dovuto alla filosofia contenuta nei versi di tante sue canzoni di cui è autore, soprattutto in “Tutto il resto è noia”. La filosofia di Saddam è riassumibile, invece, nel verso “Tutto il resto è boia.
Califano ha scritto canzoni bellissime, soprattutto per Mia Martini, famosa e sfortunata cantante scomparsa suicida. Anche Saddam scriveva canzoni e ballate. Sembra che portassero alla disperazione e al suicidio chi fosse costretto ad ascoltarle.
Entrambi i soggetti sembrano ben coscienti del mistero della morte. E se Saddam prima di morire ha gridato “'Allah e' grande”, Califano ha già dettato il testo della sua lapide: ”Non escludo il ritorno”. Se pensiamo che Saddam è stato uno degli esponenti maggiori del Partito Ba-th, che significa Partito della Risurrezione, direi che trattasi di splendida coincidenza, anche se non auspicabile, almeno per il secondo soggetto.
Insomma Califano è quello che a Roma viene comunemente chiamato un fjio de na’ mignotta. Al Nord lo chiamerebbero Faccia di tolla. Per Saddam è invece il più appropriato Faccia di aya-tolla-h.
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