Scoparsi una prostituta molto grassa non significa "prendere" una lanterna.
Delle mail intercettate da Merchesa
Egregio Direttore
siamo un gruppo di donne di sinistra sostenitrici della candidata Rosy Bindi. Tra noi la moglie del Presidente del Consiglio, Flavia Prodi, la moglie del capo dell’opposizione Veronica Berlusconi ( che in realtà si chiama Miriam Bartolini ma si firma con un nome falso. Deve essere un’ abitudine di famiglia quella del millantare…), la stampellante Rita Levi Montalcini, la superba Margherita Hack e molte altre. Il nostro sostegno alla candidata Bindi non è tanto dovuto ai meriti personali della suddetta, quanto a una repulsione effettiva e manifesta nei confronti dl mondo politico di esclusiva e monopolistica impronta maschile. Non ci toccano le derive populistiche grilliane, non ci importano i Vaffa-day. Noi vogliamo proporre il BOCCHINO-DAY, in contestazione alla decisione della Commissione Affari Costituzionali della Camera- di cui l’onorevole Bocchino è uno dei relatori- di consentire ai diciottenni di far parte del Senato. Altro che quote rosa, qui si pensa di allargare la partecipazione ai pischelli e si ignorano le donne. Perché il Bocchino-day? Perché siamo stanche di ingoiare i rospi della politica. E se rospi devono essere preferiamo baciarli piuttosto che ingoiarli. Con un avvertimento. Che se devono essere rospi baciati che si faccia ad occhi aperti e con la massima attenzione. Perché tra un Principe Azzurro e un Barbablù la sfumatura di colore è lievissima. I casi di cronaca che lo dimostrano sono anche troppi.
Noi donne di sinistra rivendichiamo una libertà di espressione che non è da Circoli. Non siamo donne da autoreggenti. Le donne di destra, invece, sono convinte che basti indossare delle auto-reggenti per diventare governanti autonome ( auto- reggenti, appunto). Crediamo anche che non si debba nemmeno sottostare alla dittatura della guepière , che deriva – guarda caso- dal francese guepe cioè “vespa”. Ecco perché la Brambilla non trova di meglio da fare che recarsi nel salotto di Porta a Porta.
Noi donne di sinistra non disdegniamo le giarrettiere né i reggicalze, ma non ne facciamo un manifesto politico. E non ci fa paura nemmeno il gambaletto, sia maschile che femminile. Sappiamo che è molto poco sexy, ma per rimediare a questo inconveniente avremmo giusto pensato al RIZZO-DAY. Un grande sforzo di volontà in tal senso può aiutare. Sempre che non si pensi che sia tutto un broglio, dal francese brou che significa brodo. Che poi col Metodo Merchesiano è facilmente spiegabile anche questa associazione. L’onorevole Rizzo ha il brutto difetto di atteggiarsi sempre a star (famosa marca di dado per brodo)!