venerdì, 27 aprile 2007

Delle riflessioni di Merchesa

Merchesa- Amico mio, non ci sono più i blogger di una volta... come le mezze stagioni... solo le mezze tacche ora...

Netstar- Vero Signora mia, diventare blogstar di questi tempi è difficile.

Merchesa- Blog-Star? Forse dovrei darmi al glutammato monosodico...

Netstar- Per diventare una blogstar basta guardare quelli che lo sono. Parlar male degli altri, prenderli di mira, scegliere un bersaglio e dargli contro. Vanno di moda i bstardi. Più sei antipatico e più funzioni. Ecco la ricetta.

Merchesa- Antipatica io? Cielo! Non saprei proprio da dove cominciare!

venerdì, 27 aprile 2007

Degli spasimanti di Merchesa

Giovane aspirante alla mano della nobildonna- Esimia Merchesa, sarei oltremodo lieto che prendeste in considerazione il mio invito a sposarmi.

Merchesa- E perché mai, mio caro?

Giovane aspirante alla mano della nobildonna- Farebbe altresì molto bene al mio ego.

Merchesa- Ma se giocate ancora con L-ego? Altro che l'ego...

giovedì, 26 aprile 2007

36 AFORISMA MERCHESIANO

Non è detto che per attraversare la Manica sia indispensabile una Golf!

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martedì, 24 aprile 2007

35 AFORISMA MERCHESIANO

Se il tuo amministratore condominiale propone un piano d'evacuazione non significa che voglia che gli appartamenti di un piano dell'edificio siano trasformati in toilettes!

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lunedì, 23 aprile 2007

Degli acrostici di Merchesa

Sospensione

Cellulari

Utenti

Obbligo

Logo

Autorevolezza

Sospensione- E’ stata sospesa, con buona pace dei professori che se si azzardano ad affibbiarla vengono minacciati di denuncia dai genitori. La sospensione è argomento della chimica. Anche il gelato, il succo di frutta e il burro sono sospensioni che sembrano avere maggior successo nei ragazzi, soprattutto quelli che sentono il bisogno di sostituire la mancanza di calore con le calorie. Se la scuola fosse una sospensione, invece,  sarebbe una maionese impazzita. In fondo tra istruzione e d-istruzione passa la sottilissima differenza di una consonante, o la leggerezza di un apostrofo. La chimica non è l’unica materia studiata a scuola. Si imparano molte altre cose, come la storia, la geografia ma anche la biologia, la botanica, l’origine della specie, la catena alimentare e anche i cicli di produzione. E se Sergio Endrigo cantava “ Per fare un tavolo ci vuole un fiore”, tipico esempio di ciclo produttivo, non è detto che per fare una cattedra ci voglia necessariamente Fioroni.

Cellulari- Sembra che il loro trillo abbia sostituito quello ormai vetusto della campanella. Eppure Tommaso Campanella formulò una teoria che fossi nei giovani studenti non considererei vetusta, ma mi ci aggrapperei. Tutti gli elementi della natura – sostiene Campanella  – sono formati da tre elementi: caldo, freddo e materia. Quindi anche i sassi conoscono, perché nei sassi noi ritroviamo questi tre principi. Le teste dure che frequentano la scuola dovrebbero ringraziarlo per questa apertura nei loro confronti. Rimango dell’idea comunque che i cellulari non dovrebbero entrare nella scuola: soprattutto i furgoni del Nucleo Traduzioni dei Carabinieri. Continuo a pensare che come traduzioni siano preferibili quelle dal greco e dal latino.

Utenti- Così vengono considerati i ragazzi che frequentano la scuola. Ma a ben vedere sono loro i veri lavoratori e sono anche la maggioranza, non retribuiti e senza voce in capitolo. Gli studenti non vengono mai, o quasi mai, considerati come forza lavoro e non viene chiesta la loro opinione su nulla. “Fosse per loro chiederebbero di fare la scuola giocando” obiettano i seriosi adulti. E non è il gioco una delle attività più serie dell’uomo? Impegna attenzione, concentrazione, fantasia, espressione dell’individualità. Cosa chiedere di più a un ragazzo?

 

Obbligo- E’ la scuola più vituperata. Chiamata così sembra la scuola della coercizione. Siamo dell’idea che i nomi abbiano una importanza fondamentale. Per esempio, prendiamo la scuola frequentata dai ragazzi dagli 11 ai 14 anni. E’ chiamata scuola secondaria inferiore. Come fanno quei poveri ragazzi ad aver fiducia in una istituzione che i burocrati definiscono secondaria e inferiore? Anche io avrei una crisi di sfiducia in essa. Allora cambiamole nome innanzitutto. Scuola puberale andrebbe benissimo. Anche masturbo-scuola non è male, anche se le cronache raccontano di pubendi ormai molto più avanti nella maturità (?) sessuale. Già che ci siamo cambierei il nome da scuola al meno complicato squola. Non sei ancora entrato in prima elementare e già ti tocca litigare con l’istituzione in cui ti trovi perché porta un nome irregolare come cuore e acqua. Ma come fa la scuola a starti simpatica se si presenta subito come una eccezione grammaticale?

 

Logo- Finiti i bei tempi dei grembiuli e dei colletti rigidi i ragazzi vanno a scuola coperti di griffe, dalla cartella alla mutanda. La colpa è dei tempi che corrono, degli stilisti, della TV deficiente e forse anche di Maria De Filippi. I professori, amareggiati e sottopagati, incolpano le famiglie di delegare completamente alla scuola l’educazione dei ragazzi. Manca la collaborazione tra scuola e famiglia. E nelle famiglie, tanto per non farci mancare nessun luogo comune, non c’è più il dialogo. Insomma, il passaggio dal dialogo al logo sembra inevitabile. Si è perso il prefisso “dia” per strada. La DIA (Direzione Investigativa Antimafia), invece, si dà da fare con l’unica famiglia che sembra abbia ancora un certo peso nella società: quella mafiosa. Non ci si meravigli, quindi, se la riga di coca ha sostituito il righello.

 

Autorevolezza- Si accusa la scuola di non averne più. Troppo lassismo, troppa morbidezza, troppa superficialità. D’altra parte la scuola rispecchia la società in cui vive. Per esempio, prendiamo gli esami di riparazione: sono stati sostituiti dai debiti formativi, una sorta di indulto scolastico. Per non parlare delle bocciature che ormai sono cadute in prescrizione. Ma se i professori sentono il bisogno di ritrovare la dignità del loro ruolo non è che possono scrivere una lettera aperta a Silvio Berlusconi su Repubblica . Se la scrivessero invece a Cacciari, che è professore, si profilerebbe un conflitto di interessi. Personalmente ritengo non sia un male che la scuola prenda spunti dalla società in cui viviamo per insegnare ai ragazzi. La scuola è maestra di vita, come sostenevano i latini, e può farlo solo se si cala nel presente. A volte, con questo metodo, capita di fare scoperte strabilianti. Per esempio, la cantante americana Cher si è fatta levare due costole come Gabriele D’Annunzio. E la sua canzone più famosa “Believe” cioè “Credici” non sembra un inno nietzchiano all’irredentismo?

 

CONCLUSIONE MERCHESIANA- Credo che l’aspetto più importante della scuola sia il conoscere per conoscersi. Scoprire che già duemila anni fa c’era chi diceva “Gnosci te ipsum”, scoprire che pensare vuol dire essere “Cogito ergo sum”, scoprire che non sei l’unico pessimista al mondo ma che ci è già passato Leopardi prima di te è importante. Significa scoprire che non si è soli. E non sentirsi soli aiuta a vivere. Non è poco. Se poi la scuola non ci riesce si può sempre pensare ad una alternativa. Una nobildonna come me non può che consigliare il precettore. C’è chi in America ci ha già pensato. Ma siamo sicuri che sia la scelta migliore?

Postato su Giornalettismo Militante il 21.04.07

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sabato, 21 aprile 2007

Della coerenza di Merchesa

Carissimi

è notorio che io sia stitica come tutti gli anziani. E' risaputo altresì che io scriva cagate.

Che mi trovi in grave conflitto di interessi?

venerdì, 20 aprile 2007
Della riconosciuta saggezza di Merchesa

Carissimi

che gli uomini fossero maschilisti è risaputo. (Anche bastardi, ma su quello è meglio non insistere). Sembra che i peggiori siano quelli al Polo. Infatti gli eschimesi sostengono che le donne altro non siano che dei buchi con un corpo attorno!
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categoria:dei calembour, del costume, della società, della vita di merchesa, del sesso
giovedì, 19 aprile 2007

Della vita intensa di Merchesa

La Baronessa- E ditemi, mia cara, il Vostro quarto marito?

Merchesa- Federico? Buono quello, sempre col moccio al naso...

La Baronessa- Scomparendo Vi ha lasciato un vuoto immenso, ammettetelo.

Merchesa- Cosa volete, mia cara, il vantaggio di essere vedova è che a un certo punto i mariti importuni finiscono tre metri sotto terra!

mercoledì, 18 aprile 2007
martedì, 17 aprile 2007

Delle interviste a Merchesa

Netstar- Esimia Merchesa, gradirei conoscere il Vostro eccelso parere su una questione di grande importanza. Dovendo scegliere, siete per il bacio o per l'ingoio?

Merchesa- Assolutamente per il bacio.

Netstar- Ne siete sicura?

Merchesa- Ma non parlavamo di rospi?