Utenti- Così vengono considerati i ragazzi che frequentano la scuola. Ma a ben vedere sono loro i veri lavoratori e sono anche la maggioranza, non retribuiti e senza voce in capitolo. Gli studenti non vengono mai, o quasi mai, considerati come forza lavoro e non viene chiesta la loro opinione su nulla. “Fosse per loro chiederebbero di fare la scuola giocando” obiettano i seriosi adulti. E non è il gioco una delle attività più serie dell’uomo? Impegna attenzione, concentrazione, fantasia, espressione dell’individualità. Cosa chiedere di più a un ragazzo?
Obbligo- E’ la scuola più vituperata. Chiamata così sembra la scuola della coercizione. Siamo dell’idea che i nomi abbiano una importanza fondamentale. Per esempio, prendiamo la scuola frequentata dai ragazzi dagli 11 ai 14 anni. E’ chiamata scuola secondaria inferiore. Come fanno quei poveri ragazzi ad aver fiducia in una istituzione che i burocrati definiscono secondaria e inferiore? Anche io avrei una crisi di sfiducia in essa. Allora cambiamole nome innanzitutto. Scuola puberale andrebbe benissimo. Anche masturbo-scuola non è male, anche se le cronache raccontano di pubendi ormai molto più avanti nella maturità (?) sessuale. Già che ci siamo cambierei il nome da scuola al meno complicato squola. Non sei ancora entrato in prima elementare e già ti tocca litigare con l’istituzione in cui ti trovi perché porta un nome irregolare come cuore e acqua. Ma come fa la scuola a starti simpatica se si presenta subito come una eccezione grammaticale?
Logo- Finiti i bei tempi dei grembiuli e dei colletti rigidi i ragazzi vanno a scuola coperti di griffe, dalla cartella alla mutanda. La colpa è dei tempi che corrono, degli stilisti, della TV deficiente e forse anche di Maria De Filippi. I professori, amareggiati e sottopagati, incolpano le famiglie di delegare completamente alla scuola l’educazione dei ragazzi. Manca la collaborazione tra scuola e famiglia. E nelle famiglie, tanto per non farci mancare nessun luogo comune, non c’è più il dialogo. Insomma, il passaggio dal dialogo al logo sembra inevitabile. Si è perso il prefisso “dia” per strada. La DIA (Direzione Investigativa Antimafia), invece, si dà da fare con l’unica famiglia che sembra abbia ancora un certo peso nella società: quella mafiosa. Non ci si meravigli, quindi, se la riga di coca ha sostituito il righello.
Autorevolezza- Si accusa la scuola di non averne più. Troppo lassismo, troppa morbidezza, troppa superficialità. D’altra parte la scuola rispecchia la società in cui vive. Per esempio, prendiamo gli esami di riparazione: sono stati sostituiti dai debiti formativi, una sorta di indulto scolastico. Per non parlare delle bocciature che ormai sono cadute in prescrizione. Ma se i professori sentono il bisogno di ritrovare la dignità del loro ruolo non è che possono scrivere una lettera aperta a Silvio Berlusconi su Repubblica . Se la scrivessero invece a Cacciari, che è professore, si profilerebbe un conflitto di interessi. Personalmente ritengo non sia un male che la scuola prenda spunti dalla società in cui viviamo per insegnare ai ragazzi. La scuola è maestra di vita, come sostenevano i latini, e può farlo solo se si cala nel presente. A volte, con questo metodo, capita di fare scoperte strabilianti. Per esempio, la cantante americana Cher si è fatta levare due costole come Gabriele D’Annunzio. E la sua canzone più famosa “Believe” cioè “Credici” non sembra un inno nietzchiano all’irredentismo?
CONCLUSIONE MERCHESIANA- Credo che l’aspetto più importante della scuola sia il conoscere per conoscersi. Scoprire che già duemila anni fa c’era chi diceva “Gnosci te ipsum”, scoprire che pensare vuol dire essere “Cogito ergo sum”, scoprire che non sei l’unico pessimista al mondo ma che ci è già passato Leopardi prima di te è importante. Significa scoprire che non si è soli. E non sentirsi soli aiuta a vivere. Non è poco. Se poi la scuola non ci riesce si può sempre pensare ad una alternativa. Una nobildonna come me non può che consigliare il precettore. C’è chi in America ci ha già pensato. Ma siamo sicuri che sia la scelta migliore?
Postato su Giornalettismo Militante il 21.04.07