sabato, 31 marzo 2007

29 AFORISMA MERCHESIANO

Anche se il dott. Franco Bile* ti fa il filo per il tuo splendido fisico non è il caso di sostenere che ti fa una corte costituzionale.

*Presidente della Corte Costituzionale

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mercoledì, 28 marzo 2007

28 AFORISMA MERCHESIANO

Non è detto che Minosse, nel labirinto, soffrisse di labirintite.

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sabato, 24 marzo 2007

Della autocertificazione di vita

La signora Maria Giuliani di Ferrara è la protagonista di una vicenda surreale. Dichiarata morta dall’INPS per una caso di omonimia è stata costretta ad autocertificare di essere in vita. Meraviglie della burocrazia italiana, unica al mondo, che ti consente di dichiarare all’intera popolazione “io sono viva”. E’ una bella fortuna quella che è capitata alla signora Giuliani, diciamocelo. Non tutti hanno questa opportunità. A me per esempio mai nessuno ha chiesto di dimostrare di essere viva. E la cosa mi conforta, infatti non avrei davvero saputo a cosa appellarmi. Forse ai Pooh? “Quando il vento della notte, lascia il posto all'aria chiara, molto mondo dorme ancora, io sono vivo” cantavano. Non conosciamo il rapporto della signora Giuliani con il meteo, ma l’idea che l’insonnia sia una dimostrazione di essere vivi non ci consola. E se ti scappano quelle due o tre ore di sonno allora? E’ vero che il sonno per gli antichi era il momento in cui più ci si avvicinava alla morte, ma qualsiasi medico oggi ti direbbe che se non dormi muori. E per quanto riguarda i pesci non pigliati, pazienza. Il verso successivo della canzone, poi, crea non pochi problemi. “Quando al buio ci si vede, quando la mia donna ride, quando la mia donna gode, io sono vivo”. Vedersi al buio non è una cosa da tutti. E se Asl e Inps dovessero richiedere una visita medica per verificare questa peculiarità oculistica davvero non saprei chi potrebbe dimostrare di essere vivo in questo caso. Non parliamo poi quello che significherebbe per una donna essere viva quando la sua donna ride o gode. Il Comune di residenza ti chiederebbe quantomeno, e a buon diritto, la certificazione di un DICO, complicando non poco la già ingarbugliata situazione burocratica.

Forse la signora Giuliani avrebbe potuto sottoporsi a un encefalogramma. La presa visione da parte dei medici dell’Asl che non trattatavasi di e. piatto avrebbe potuto confermare la sua “vivenza”. Forse. Ma a questo punto mi è inevitabile pensare a quante persone conosco che mangiano, dormono, evacuano, ridono, piangono e stanno in Parlamento nonostante i pochi neuroni funzionanti. Uno per tutti: Calderoli.

E se si fosse appellata a Cartesio? “Cogito ergo sum” diceva il noto filosofo, intendendo che siccome pensava quindi esisteva. Ma ditemi in tutta sincerità: è umanamente possibile dimostrare ad un burocrate che si è in grado di pensare? E come avrebbe reagito il suddetto burocrate all’affermazione “ti penso” a lui rivolta dalla gentile utente? Magari avrebbe interpretato lo sforzo di autocertificazione della signora Giuliani come una avances accusandola di corruzione concupiscente. E poi, che significa pensare? Creare contenuti mentali? Il rimando a Calderoli è di nuovo obbligato.

Certo la signora avrebbe potuto affidarsi al conforto della preghiera, e magari l’ha anche fatto. Sarà andata da un sacerdote a confidare le sue pene amministrative. E magari quello le ha risposto che solo Dio, che tutto sa, avrebbe potuto aiutarla. Allora la signora gli avrebbe risposto che era vero. In effetti nella Bibbia Dio si definisce “Io sono colui che è” cioè YHWH. Ma al conforto della signora che sorridendo diceva al sacerdote “io sono colei che è” ne sarebbe susseguito un inevitabile anatema. Ecco perché la signora ha preferito evitare. Di questi tempi non si sa mai. C’è sempre un teo-con o un ateo devoto dietro l’angolo pronto ad accusarti di relativismo.

Povera novella Mattia Pascal che ha perso la pensione per un caso di omonimia. Noi la comprendiamo e vorremmo tanto aiutarla . Quindi ci permettiamo di darle un consiglio. La prossima volta non si ostini così tanto sulla pensione: vada in Hotel.

Non ci rimane che farle il sentito augurio che le cose si siano sistemate. Ma credetemi, non vorrei essere nei suoi panni quando dovrà autocertificare di essere morta!

 

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martedì, 20 marzo 2007

Delle perplessità di Merchesa

Ratzinger- Ezimia Mevcheza, sapete bene come io tenga all'amore. L'amore è divino. Ricovdatefelo zempre. Ricordatevi il detto più grande che c'è.  AMA IL PROSSIMO.

Merchesa- Santità, lungi da me il contraddirVi, mio caro, ma se devo amare il prossimo all'attuale che gli faccio? Gli sputo in un occhio?

E poi si Dico-no a difesa della famiglia... Tzè....

lunedì, 19 marzo 2007

Degli ammiratori di Merchesa

Gregorj- Esimia siete sempre uno splendore.

Merchesa- Già, mezza Aida Yespica e metà Margherita Hack.

Gregorj- Verissimo, Vi rappresentano molto.

Merchesa- Già, l'intelligenza della Yespica nel corpo della Hack!

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venerdì, 16 marzo 2007

Dei dispiaceri a Merchesa

Povero Silvio! Non è Cornacchione che parla, no, ma il mio cuore di donna centrosinistrorsa. E il Silvio in questione non è il caro Berlusconi, ma il portavoce del Governo Prodi: Silvio Sircana. Beccato dai sodali del fotografo Corona alla guida della sua auto in un viale frequentato da trans il povero Sircana è ormai su tutti i giornali, “oggetto di aggressioni mediatiche” per usare le parole del suo omonimo Berlusconi. Una nuova vittima del sistema mediatico giornalistico che tanti danni ha fatto alle persone, alle famiglie, con la sua fissazione di raccontare a tutti i lettori quello che succede. Ancora parole inutili, ancora racconti particolareggiati, ancora fango. Ma non vi era bastato, signori giornalisti, lo scandalo di Lapo Elkan? Cosa volete che interessi ai poveri lettori i gusti sessuali delle persone famose o dei portavoce al Governo? Ma dove siamo? Negli USA? Dovremo arrivare alla conclusione che ogni democrazia ha la sua Lewinsky sotto la scrivania? Quello della diffusione di notizie private è “davvero un fenomeno assolutamente deprecabile” sostiene sempre Silvio B. E non venitemi a dire che la diffusione del nome di Sircana sul Giornale è una vendetta della destra dopo che Repubblica e Corriere avevano pubblicato la notizia del pagamento da parte di Silvio B. a Corona e soci per delle fotografie scattate a sua figlia Barbara. E’ una dietrologia troppo facile.

Povero Silvio Sircana. Un destino ingrato il suo. Con quel cognome che ricorda una maitresse… “Stasera mi faccio la Sìrcana” sembra di sentire eccheggiare tra le mura della casa chiusa, che una volta era chiamato casino. E ditemi Voi, quale portavoce per il centrosinistra fu mai più adatto di questo? Non è forse vero che si continua a dire che nel centrosinistra è tutto un casino? E allora il povero Sircana è semplicemente uno che se ne intende! Bene allora ha fatto Prodi a sceglierselo come portavoce, a dimostrazione che la coerenza in politica è importante.

Povero Silvio Sircana. Alla notizia della divulgazione del suo nome ha avuto un malore. Infatti si è recato questa mattina al Policlinico Gemelli per degli accertamenti clinici dopo aver sofferto questa notte per una colica addominale. Ora il dubbio atroce è che si tratti proprio di Corona-virus, un virus che si trasmette per via oro-fecale. Aggiungerebbe la beffa al danno che Sircana avesse preso il virus che porta il nome  del suo ricattatore dopo l’approccio col trans caricato a bordo dell’auto.  ''Una persona retta” lo definisce la Velina Rossa vicina a D’Alema, salvo poi chiederne le dimissioni. Un uomo retto, confermiamo noi, e senza nessuna allusione all’intestino!

Povero Silvio. A causa del ricovero ospedaliero Sircana dovrà rinunciare ad andare oggi a Bari per il vertice italo-russo. Ma si consoli, la coincidenza è giusta. Lo consideriamo un omaggio alla delegazione russa perché ogni volta che una personalità russa era implicata in faccende sporche veniva ricoverata in ospedale. E questa altri non è che l’ulteriore conferma della coerenza dell’uomo. D’altra parte Sircana è uomo di Prodi che è notoriamente una spia del KGB. Guzzanti docet.

Povero Silvio, quanto fango su di lui. E per dirla col ministro Giulio Santagata “Ha ragione Berlusconi” spiega dai microfoni di Sky Tg 24. “Stanno gettando fango nel ventilatore e a chi arriva arriva”. Ad Abano Terme, grandi festeggiamenti.

 

Postato su Giornalettismo Militante il 14.03.07

 

 

 

 

 

giovedì, 15 marzo 2007

Dei dubbi di Merchesa

Carissimi

il primo peccato nella storia dell'uomo è notoriamente quello originale. Il primo, l'autentico, il solo, l'unico. Poi gli altri peccati sono stati solo copie. Ma mi chiedo: chi vi avrà messo il copyright? Dio, il diavolo, Adamo o Eva?

A rigor di logica nessuno, dal momento che è stato così copiato. Questo mi porta a un dubbio ancora più grande. Ma il Paradiso Terreste era quindi situato in Cina?

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giovedì, 15 marzo 2007

27 AFORISMA MERCHESIANO

Uomo, se la tua donna è nel pieno della allergia da fieno, ha gli occhi gonfi, il naso che cola e continua a starnutire tu puoi farla stare meglio. Dille che è molto etcì-tante!

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martedì, 13 marzo 2007

Della collaborazione tra Merchesa e il Sor Ricchiuti

La parola chiave su cui abbiamo elaborato il testo è: pene.

Comincerò io, Merchesa, in quanto nobile isterica a parlare di questo mobilissimo argomento. Istrerica quindi, cioè invidiosa del pene altrui. So bene che è l’unica cosa che mi manca, e che ho tantissime altre nobili appendici che degnamente sostituiscono il bene prezioso in questione. Ma non c’è nulla da fare. In questo caso sono una invidiabile sostenitrice di Freud. In altre parole il pene mi dà delle pene. Il fatto che non sia prevista la galera non è che mi consoli però. Per le isteriche non è previsto l’ergastolo, anche se forse preferirebbero una pena più compiuta, il V-ER

GA-STOLO. C’è chi le pene le evita, facendosi le leggi ad personam, però poi deve fare i conti con la propria moglie che denuncia una pen-uria di pene dalle colonne di Repubblica. Non a caso: le colonne sono un simbolo fallico. La Repubblica non saprei… ma di certo di cazzi ne ha rotti un bel po’. Soprattutto quello del nano. E se De Andrè ne favoleggiava la indecente virtù in una celeberrima canzone ci chiediamo se sia per quello che gli italiani l’hanno eletto. Quindi la domanda politologia nasce spontanea. Quale fattore è più valido in politica? Conta più un grande cazzo ( Berlusconi ndr) o un grande culo (Prodi ndr)? Ma poi sarà vero che Berlusconi ha un grande cazzo? Di certo è un gran cazzone. Ma a lui piace essere così, piacione e spontaneo. Dice di parlare sempre pane al pane. Personalmente preferirei pene al pene, e non sono nemmeno pugliese.  Ottima la pagnotta di Altamura. Di sicuro adotta la politica del panem et circenses, tenendo buona la plebe con le TV. Ci sono casi in cui il pene dà il pane, ma non parlerei oggi di Vallettopoli. Ci sono casi, invece, di uomini con misure pen-ose e che quindi decidono di farselo allungare. Dalla lievitazione del pane alla levitazione del pene.

 

 

Dicono sia il padre di noi tutti, persino dei bei santi. Ne dicono tante. Ma ancor più tante proprio su di lui. Che possa dirsi radice, del bene o del male. O possa ordinarsi in radica. Dicono voli come uccello, dapprima stanco e statico per terra, poi su per alte quote ma non esageriamo, e lui ne è consapevole che volare sia soltanto l’apostrofo rosa in cima all’atterrare, la scusa un po’ più semplice per a terra poi più a lungo stare. Ne dicono, che l’uso libero sia abuso, che l’uso a lungo poi lo allunghi. Che è come se Rocco Siffredi avesse inventato il proprio cazzo trovandosi facendo e non il contrario. Gli americani poi a furia di adorar le gran misure, e non contenti di confonderci le idee chiamando alla difesa i pounds e i galloni contro l’intero sistema metrico, pardon, centimetro e, mi sa, decimale d’ogni buona generazione maschia si rispetti e se lo conti, si son addirittura inventati ‘sta cosa che i neri se li odiavano era per il loro quoziente affettivo, la loro capacità in centilitri d’amore. Nientemeno rinnegato il razzismo, che è una cosa seria, culturale dai tempi di Gobineau e della Rai prima di Lola Falana. Asparagio, cucuzzola, si, della montagna e pennarello per i volgari stennarello che sarà perché ti stenno che sarà pel vero uomo perché ti amo. Enzo Tortora sì che era di nerbo ed al dunque un gran cazzone tra i cazzari, che altro ? Mi fratello nei film del genere non mancherebbe mai ci fosse spazio a buon sceneggiatori ma di certo piccinino men che mai. Dicono poi sia un muscolo flessibile, alterabile già in Africa coi pesi. Se non cestinaste le mail del signor Your Penis lo sapreste. Oppure, l’altra scuola di cazzeggio, trattandosi d’un mito il vero uomo che ei fu nell’ossario degli andati, che sia come osso raro e sacro se al giorno d’oggi ancora in vita.

Se di sacro c’è più d’uno, come osso l’ha nessuno.

 

 

 

 

lunedì, 12 marzo 2007

26 AFORISMA MERCHESIANO

Se una MErchesa di 95 anni ti sembra criptica non è colpa tua. E' lei che ha un piede nella cripta!

postato da: merchesadixit alle ore 14:39 | Permalink | commenti (7)
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