Della disperazione di Merchesa
E' risaputo che io sia una snob, ma non è per stravaganza che non guardo la televisione. E' piuttosto per un manifesto disinteresse, che talvolta si trasforma in fastidio, nei confronti di un mass media che mi costringe ad una immobilità fisica e mentale contraria alla mia indole. A volte, eccezionalmente, può capitare che la mia attenzione sia da essa catturata. I miei coinquilini la accendono e, passandovi davanti, mi può succedere che l'occhio e l'orecchio siano da essa attratti.
Venerdì sera scorso, per esempio, mi sono caduti (occhio e orecchio) su uno scampolo di trasmissione su Canale5. Trattavasi di spettacolo di varietà pseudo-cabaret intitolato "Il Bagaglino". Il Presidente della Repubblica Italiana e Signora i protagonisti della gag. Un Ciampi (imitato da Oreste Lionello) visibilmente legato, instupidito, bolso, apatico, antipatico, privo di quel calore e di quella leggerezza che ne fanno un Presidente unico e amato, accompagnato da un attore ( a me sconosciuto) vestito da donna che interpretava la First Lady. Forse trattavasi di una citazione, di un richiamo alle parodie del vecchio varietà di provincia, ma l'imitazione di Donna Franca (smorfiosa, spocchiosa, sputacchiante, a gambe storte e divaricate) mi è sembrata davvero triste.
Personalmente penso che la parodia nei confronti dei potenti sia un atto dovuto, la satira un obbligo, ma proprio non riesco ad accettare il cattivo gusto.
Non parliamo poi della pochezza e superficialità delle battute.
Ciampi- "Stai zitta"
Donna Franca- " Posso dire almeno una parola?"
Ciampi- "No"
Donna Franca- "Mezza?"
Ciampi- "Va bene mezza"
Donna Franca- "Lista"
Ciampi- "Che fai, parli di politica? Non ti è concesso"
Donna Franca- " E' mezza parola. L'intera è MASCHILISTA"
E giù tutti a ridere. Ma di cosa?
" Presidente, vuole dire qualcosa agli italiani prima di andarsene?" chiede la spalla.
Ciampi- "Sì. Vorrei sollecitarvi a cambiare l'inno nazionale da Fratelli d'Italia a Cugini d'Italia, o Parenti d'Italia, o meglio ancora Lontani Parenti d'Italia"
Tutti i presenti in sala si scompisciavano dalle risate. L'Onorevole Di Pietro aveva le lacrime agli occhi, l'Onorevole Schifani aveva la bocca talmente spalancata che neanche il suo dentista l'ha mai visto così. E qui sono entrata in una crisi nera.
Perché tutti ridono e io no? Mi sono chiesta. Allora mi sono scervellata per capire e quindi gustare le battute.
"Cugini d'Italia" sarà forse riferito ai Cugini di Campagna, gruppo pop anni 70 che cantava "Anima mia, torna a casa tua" riferendosi al termine del settennio del Presidente che quindi sta per tornarsene a casa? No, non credo.
"Parenti d'Italia" è forse un riferimento a Tiziana Parenti, ex magistato di Mani Pulite in seguito entrata in Forza Italia, meglio conosciuta come Titti la rossa, e quindi tarttasi di un gioco di parole sui magistrati comunisti? Lo escludo, Di Pietro non avrebbe riso così di gusto.
"Lontani Parenti d'Italia" è forse la citazione di un famoso film di Mario Monicelli "Parenti Serpenti", in cui si narra la storia di una famiglia dove i figli fanno saltare per aria i genitori con una stufetta del gas manomessa ad arte, in esplicito riferimento ai tagli all'erogazione del metano da parte della Russia di Putin? Non avrebbe riso Schifani.
Ma allora, carissimi, ditemi, aiutatemi per favore, DOV'ERA LA BATTUTA?
Una disperata Merchesa
PS Ben mi sta. Così imparo a fare l'originale, a non guardare la TV e a non appiattirmi sul gusto comune!