giovedì, 22 maggio 2008
135 AFORISMA MERCHESIANO

L'Italia è un Paese in continua  evoluzione, sempre pronto ad imparare dalle proprie esperienze. Dal processo cognitivo al processo Cogne-tivo.

(Ispirato da e dedicato a FF2)
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categoria:aforisma merchesiano
venerdì, 16 maggio 2008
Degli omaggi di Merchesa

Ricordando Luigi Malerba


Una gallina di Vibo Valentia voleva studiare la filosofia di Wittgenstein, ma ogni volta le veniva un gran mal di testa. Provò con Whitehead, ma anche con lui le veniva il mal di testa. Provò ancora con Weisse con Wolff con Wahl con Wundt, ma andò anche peggio. Un giorno aprì per caso un libro di Wodehouse e lesse  molte pagine senza il minimo dolore. Da quel giorno decise che il suo filosofo preferito era Wodehouse.

Una gallina di Vibo Valentia cercava il suo poeta preferito, dopo aver passato in rassegna tutti i filosofi. Scoprì che era Walt Whitman. Per questo girava per il pollaio urlando al capo del serraglio "Oh gallo, mio gallo". Fino al momento in cui si sentì soffocare. Rinvenne sott'acqua. Lì si rese conto del suo grave errore: non poteva vivere in un pollaio in quanto gallinella di mare. E fu così che da quel giorno la sua invocazione cambiò in "Oh Capitone, mio Capitone". Ma non lo trovò mai. I capitoni sono bestie d'acqua dolce.

(Si ringrazia Coloab per l'idea)
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venerdì, 16 maggio 2008
134 AFORISMA MERCHESIANO

Scrivere sulla carta igienica non garantisce maggiore pulizia nello stile.
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venerdì, 16 maggio 2008
Della natura intrinseca di Merchesa

Carissimi

come ogni volta in cui vengo contattata da un nuovo lettore di questo blog, mi sento ripetere sempre la stessa domanda. Ma chi siete Voi, Merchesa? E chi è la Vostra autrice? Ma siete una cosa sola o due persone  distinte?
Figli miei, io non sono solo "distinta" ma addirittura "nobile".  ChiariteVi questo concetto una volta per tutte.


Per quanto riguarda poi l'essere due persone non capisco cosa vi sia di tanto strano. Io sono io, meravigliosamente e insostituibilmente io. Poi c'è la mia autrice, una brava ragazza che fa quelo che le dico. E' creativa, ma non sufficientemente di polso. Mi ha inventata e questo pensava le bastasse per tenermi sotto controllo. Invece no. Sono io che casomai tengo a bada lei.

Insomma, Vi trovate di fronte a un chiaro caso di dualità. Per la Trinità ci stiamo attrezzando!
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categoria:dei calembour, della vita di merchesa
mercoledì, 14 maggio 2008
Dei racconti di Merchesa

Una riccia disse al marito: "Amore, perché noi due non si scopa forsennatamente? siamo o non siamo ricci?"
"Sono calvo" rispose Clemente, il marito.

Una riccia disse al marito: "Amore, perché noi due non scopiamo forsennatamente? Siamo o non siamo ricci?"
"Sì, ma di mare" rispose paziente il marito.

Una riccia disse al marito "Amore, perchè pur avendone la natura, non scopiamo come ricci? Eppure non siamo ricci di mare..."
"Perché siamo due castagne, Amore" rispose dolente il marito.

"Amore, perché pur avendone la natura non si scopa come ricci, tu e io?" chiese la moglie al marito.
"Certo che lo facciamo" rispose il marito.
"E quando?" disse la moglie sbalordita.
"Ogni momento. Siamo o non siamo parte del folto mantello di un levriero afghano? Ogni volta che si muove noi ricci scopiamo il pavimento".
"Ah ecco. E allora quand'è che si tromba?"
"Mai. Casomai sono gli altri che ci fottono con la rasatura".

"Amore, com'è che pur avendone la natura non si scopa come ricci, tu e io?"
"Riccio lo dici a tuo padre. Io sono un porcospino! E se è vero che del porcospino non si butta via niente, ogni porco allora ha la sua spina. E tu sei la mia!"
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categoria:short stories
martedì, 13 maggio 2008
133 AFORISMA MERCHESIANO

Tutti abbiamo il sesto senso. E' il senso di colpa!
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martedì, 13 maggio 2008
Delle decisioni di Merchesa

Carissimi

c'è chi sostiene, a ragione, che Merchesa sia il "fascino in punta di penna". E' però innegabile che se le punte sono "doppie" questo non significa che raddoppi anche il fascino.
Ergo: vado dal parrucchiere!
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categoria:dei calembour, della vita di merchesa
lunedì, 12 maggio 2008
Della confusione papale

Carissimi

ho giusto letto questo articolo in cui Ratzinger mette in guardia i credenti. Il sesso può diventare una droga!

Povera gioia... vedete che succede a non ricevere una educazione sessuale corretta? Finisce poi che si fa confusione tra "canne" e "canne"!
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categoria:della religione, dei calembour, della societĂ 
lunedì, 12 maggio 2008
Delle rare visioni televisive di Merchesa


Anno Zero, 8 maggio.

Stasera si parla della peggio gioventù. Mi avvicino alla TV, che non guardo quasi mai, attirata dagli accenti indigeni degli intervistati. Sono giovani che aspirano al successo televisivo, che sognano di partecipare al Grande Fratello o a un reality. “Uno su mille ce la fa” ripete più volte il conduttore ricordando la canzone di Morandi. Ce la fa ma a fare che? Ad avere successo? E cos'è oggi il successo? Forse è la notorietà o la visibilità ovunque e comunque. Fabrizio Corona, per fare un nome, portato ad esempio da molti ragazzi intervistati. Dicono sia un coglione, un farabutto, un esaltato, ma molti vorrebbero assomigliargli e intanto mostrano la foto che li ritrae con lui sul proprio cellulare. La televisione come viatico per una vita da vincente. E tutti i presenti al programma a dire che no, non è così, che la vita vera è un'altra cosa. E questo proprio nel giorno in cui Mara Carfagna (valletta, soubrette e non so che altro) è nominata Ministro per le Pari Opportunità. Non è forse la prova provata che la TV è il mezzo per raggiungere qualsiasi risultato? Che poi un tale Ministero sia messo nelle mani di una soubrette la dice lunga su come la Destra intenda le Pari Opportunità. Se una donna come la Carfagna sceglie di fare la soubrette è perché ha una idea di se stessa che nella “valletta” prende forma e significato. Personalmente ritengo che chi sceglie volontariamente per sé dei ruoli da subalterna non sia in grado, essa per prima, di difendere le “Pari Opportunità”. C'è sempre il rischio che vengano confuse con le “opportunità delle PERE”, intese come tette. E una soubrette sa bene quante ne possono dare, volendo. O sono solo qualunquista e benpensante?

E' la volta di ragazzi e ragazze in fila ai provini per partecipare al Grande Fratello. Intervistate, diverse figliole hanno detto apertamente che “l'avrebbero data” in cambio di un posto certo all'interno della “casa”. Non viene a nessuna il dubbio che si tratti di prostituzione e nemmeno tanto soft. E' uno scambio e basta, un baratto, una moderna gestione del proprio corpo, l'offerta della propria forza lavoro. Soltanto che qui non è vista nel lavoro delle mani o della mente ma della “figa”. Cosa cambia in fondo? E' una parte del corpo come un'altra. Testa, mani, figa, tutto serve, tutto è acquistabile nell'economia di mercato. D'altra parte da sempre ci sentiamo ripetere che siamo sedute sul nostro tesoro, che abbiamo una miniera d'oro in mezzo alle gambe. Sono assolutamente d'accordo con chi sostiene questa tesi. Infatti tendo a tenere il mio tesoro “sotto chiave”, che è però l'esatto contrario del “farsi chiavare”.

Altri ragazzi, altre realtà. Ad Anno Zero adesso intervistano degli adolescenti, dai 15 ai 17 anni. Sono in un giardino pubblico, le voci contraffatte ma dall'innegabile accento bresciano. Potrebbero essere tutti miei figli. Vengono inquadrate mani curate e agili che rollano canne. Le accendono e se le passano davanti alla telecamera. Ne fumano dalle 6 alle 8 al giorno e quando esagerano tirano di coca per riprendersi dall'effetto negartivo delle canne. Raccontano della scuola, degli amici, della casa dove abitano e dove non sostano quasi mai. Raccontano di genitori impotenti e fiduciosi, che non sospettano, nonvedono, non si accorgono. La telecamera stacca su donna Assunta Almirante che trancia giudizi. “Ma questi sono dei pazzi, sono da manicomio. Questi non sono normali, sono da manicomio” ripete più e più volte, spalleggiata anche dal conduttore che confessa apertamente la sua passione per lei. Forse Santoro si risente in odore di purga, di nuovo. Dovendo scegliere vorrà almeno evitare l'olio di ricino! “Sono da manicomio...” non fa che ripetere l'anziana Signora, non aggiungendo nessun concetto sesnato a questa qualunquistica tiritera. A meno che non si tratti di un messaggio subliminale nei confronti degli operatori sanitari. Vuoi vedere che Basaglia era un comunista?

La conclusione di questo tipo di trasmissione è sempre la stessa. Non esiste più il valore della famiglia. Come le mezze stagioni, ma almeno tutte e 4 resistono sulla pizza. Per la famiglia , invece, rimane solo il “formato”, una comoda confezione, il packaging apposito per i supermercati. Null'altro sembra. Eppure dei ragazzi intervistati nemmeno uno ha detto di essere figlio di separati, sui quali di solito ci si scaglia per sancire la distruzione della famiglia dei comunisti che hanno votato a favore del divorzio. Hanno tutti una famiglia regolare, padre, madre e qualche fratello, con buona pace di Ratzinger. E allora? Come si spiega tutto ciò?

Io credo che quelle descritte non siano famiglie, ma convivenze istituzionalizzate. La famiglia è un'altra cosa. E' l'insieme di persone da cui ti senti amato, nutrito, accolto. In ques'ottica la famiglia potrebbe essere composta da chiunque e di qualsiasi sesso. C'è chi sente gli amici come unica famiglia, il gruppo. Per alcuni sono i nonni, per altri qualche parente. In alcuni casi possono essere famiglia anche i vicini di casa. Quindi ne deduco che non è il concetto di famiglia ad essere cambiato, casomai è la sua composizione, i suoi membri. Forse anche Ratzinger dovrebbe arrendersi a questa evidenza, a questo “relativismo sociale”, altrimenti mi deve spiegare com'è che le comunità religiose si considerano una famiglia. Eppure sono composte da persone dello stesso sesso e non hanno figli. Accidenti come ci hanno fregato. Non PACS nè DICO dovevamo chiamarli, ma MONASTERI!

giovedì, 08 maggio 2008
132 AFORISMA MERCHESIANO

Nemmeno il più sadico dei dentisti può essere accusato di im-molare.
postato da: merchesadixit alle ore 15:43 | Permalink | commenti (8)
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